In vista delle elezioni regionali del 23 novembre abbiamo intervistato Carla Mantelli, candidata del PD e socia del nostro Circolo.

1) Prima di tutto, cosa (o chi) ti ha spinto a candidarti senza alcuna garanzia di successo, vista la forte “concorrenza” degli altri candidati del PD?

 

Mi sono candidata perché la politica mi appassiona! Può essere infatti un mezzo concreto per offrire speranza a coloro che sono più deboli o in difficoltà. Anche grazie a una politica che ha saputo mirare al bene comune, nel lungo periodo la qualità della vita è migliorata molto. Oggi viviamo più a lungo, siamo più istruiti, c’è più libertà, non temiamo guerre con i Paesi confinanti… Tuttavia ci troviamo di fronte a nuovi, drammatici problemi e io ho fiducia che la politica possa fare molto per risolverli. Per questo guardo avanti e mi impegno. Chi vede sempre tutto nero, chi vive di nostalgie di un passato chissà perché considerato sempre migliore del presente…non rappresenta il mio modo di stare in politica.

 

2) Un tema molto sentito in questi mesi è quello della “questione morale” (dimissioni di Errani, indagine su diversi consiglieri, ecc.). Qual è la tua opinione in proposito?

In politica, come in tutti gli altri ambiti, troviamo persone che commettono errori pur essendo in buona fede e troviamo anche persone disoneste.  Giustamente queste ultime creano scandalo e fanno notizia. Bisogna però essere molto prudenti nei giudizi perché non è affatto detto che chi è indagato sia colpevole. In ogni caso sono molto più numerose le persone che fanno politica onestamente e che si spendono instancabilmente per il bene comune.  Ne ho conosciute tante.  Per prevenire i comportamenti disonesti è importante che i politici abbiano un reddito che non dipenda dalla politica. Se il reddito dipende dalla politica è più difficile essere liberi, per esempio, di fare scelte giuste anche se impopolari. Ma l’onestà in politica c’è se la si è imparata da piccoli in famiglia, in parrocchia, a scuola… se c’è una comunità che sa educare al rispetto degli altri e delle regole, alla gratuità, alla solidarietà. Questo è il “capitale” più importante che rende davvero ricche le società e senza il quale non può esserci nemmeno ricchezza materiale.

3) Come stai vivendo questa campagna elettorale per le regionali rispetto a quelle già affrontate per il Consiglio Comunale? A quali argomenti ti pare che i cittadini siano più attenti e sensibili?

Questa è una campagna elettorale molto più impegnativa delle altre. Non solo perché il collegio è più grande ma anche perché in pochi anni è cambiato il modo di comunicare, tutto è più veloce,  puoi fare contemporaneamente mille cose diverse…davvero molto stressante! La preoccupazione maggiore delle persone è il lavoro e il futuro dei propri figli. Si teme che la politica “non ce la faccia”, non sia all’altezza della sfida. Sento il dovere di infondere fiducia e motivare alla partecipazione: l’unica scelta sicuramente dannosa è trasformare la paura del futuro in indifferenza e rassegnazione.

4) Se verrai eletta, a quale “battaglia” darai la precedenza? E quale impegno ti senti di prendere a favore del territorio parmense?

Sono l’unica candidata della lista PD che viene dal mondo della scuola e migliorare la qualità della formazione sarà il mio impegno prioritario: dai nidi all’Università passando per la scuola, la formazione professionale, l’istruzione tecnica superiore… La formazione è cruciale perché la società sia abitata da persone libere e responsabili, capaci di difendere la democrazia e la pace. Ed è ovviamente fondamentale per creare occupazione. Credo che nelle linee guida recentemente proposte dal Governo sulla scuola ci siano molti spunti interessanti che andranno precisati e concretizzati e che chiamano le Regioni ad essere protagoniste.  Uno di questi è il potenziamento del rapporto tra istruzione e imprese per esempio attraverso i Poli Tecnico- professionali di cui proprio nel parmense, a Fornovo, abbiamo un esempio importante nel campo della meccanica. Porto nel cuore anche il tema dell’ambiente che andrebbe “custodito e coltivato” (come dice la Genesi del giardino affidato all’uomo e alla donna) e non saccheggiato come anche le recenti alluvioni nel parmense dimostrano. Infine il tema del welfare che non deve affatto essere smantellato perché una società può vivere in pace solo se si preoccupa di prevenire la povertà, la malattia, l’emarginazione e di sostenere chi è in difficoltà a partire dalle famiglie con figli che sono preziose per il futuro della società ma le più a rischio di povertà. 

5) Infine, come valuti il fatto che i candidati del PD di Parma siano in maggioranza donne? E’ solo un caso o invece va letto come un segnale di cambiamento?

La composizione “mista” delle liste è una regola che il PD si è dato e che risponde a una esigenza di democrazia: la società è composta da donne e uomini quindi deve essere rappresentata da donne e uomini. Anche la legge elettorale regionale va in questo senso e infatti dà la possibilità di dare due preferenze ma solo se sono a persone di sesso diverso. Un passo avanti, certo.