Si è giustamente molto parlato in queste ultime settimane, degli “angeli del fango”, in buona parte giovani, che a Parma , ma anche a Genova, hanno contribuito a rendere meno pesante il bilancio dell’alluvione.

Soprattutto, ha destato sorpresa il fatto che una generazione normalmente descritta come apatica, svogliata, indifferente si sia al contrario mostrata pronta a intervenire in prima persona, mobilitati non da appelli esterni ma solo dal richiamo della propria coscienza.

 

Non è per “interesse” o spirito di parte che a questo giovani si possono idealmente affiancare gli oltre 50, in gran parte studenti delle superiori, che dalla scorsa settimana hanno cominciato il Lab -Laboratorio di cittadinanza attiva – promosso dal nostro Circolo. Anche senza considerare la possibilità, se non la probabilità, che anche qualcuno di loro abbia contribuito a pulire strade e cantine del” Montanara”, è indubbio che anche i giovani del Lab hanno deciso di “sporcarsi le mani” – in senso stavolta non fisico ma metaforico – con i grandi e sempre più complessi problemi della democrazia, della partecipazione e degli altri che verranno trattati nei prossimi mesi.

Viene allora quasi naturale confrontare questi giovani “in prima linea” con quei politici ed intellettuali evocati da Renzi nel suo discorso alla Leopolda e paragonati un po’ beffardamente a quei pensionati che si fermano ad osservare i cantieri stradali per criticare l’esecuzione di questo o quello scavo, per borbottare che loro avrebbero fatto sicuramente meglio, per concludere che “non ci sono più i lavoratori di una volta”…

La contrapposizione, è importante sottolinearlo, non è tra chi fa e chi pensa, tra pratica e teoria: gli studenti del Lab, e con loro i tanti altri che stanno dedicando tempo ed energie alla propria formazione, sono pronti, come si è visto nelle scorse settimane, ad impegnarsi in prima persona, oggi in circostanze straordinarie e domani – si spera – in modo più continuativo. Il discrimine è invece tra chi ha fiducia di poter cambiare le cose, migliorarle o almeno renderle meno difficili e chi ha invece gettato la spugna, per rassegnazione, cinismo o, peggio, perché confida nel “tanto peggio, tanto meglio”.

Nei giorni scorsi la più importante azienda multiutility del nostro territorio, con il fattivo consenso dei sindacati, ha deciso di ringiovanire radicalmente il proprio personale assumendo quasi 200 giovani lavoratori. Se questi ultimi (e con loro i tanti altri che si stanno affacciando al mondo del lavoro e dell’impegno sociale) avranno lo steso entusiasmo e la stessa disponibilità degli “angeli del fango” a mettersi in gioco e a dare del proprio meglio, allora il futuro è un po’ meno grigio di quanto possa sembrare. E chissà che, davanti al loro esempio, anche qualche “pensionato” della politica e della cultura non smetta di borbottare e decida di dedicarsi a passatempi più utili…

Riccardo Campanini