C’è un filo sottile ma robusto che lega tra loro alcuni avvenimenti di questi ultimi giorni, apparentemente diversi e lontani tra loro, ed è quell’idea di “cittadinanza attiva” che dà il titolo all’iniziativa de “Il Borgo” presentata ufficialmente lunedì scorso.

Solo un paio di giorni prima di questa presentazione (e qui il “filo” comincia a delinearsi) veniva infatti annunciato il nuovo modello di welfare cittadino, definito “di comunità” e che punta proprio sulla sussidiarietà e sulla solidarietà diffusa, responsabilizzando e coinvolgendo tutte le persone disponibili ad impegnarsi in modo volontario.

Più o meno nelle stesse ore, una delle forme di partecipazione diretta dei cittadini alle scelte politiche che più ha avuto successo negli ultimi anni, vale a dire la “primarie” (del PD), faceva invece registrare un clamoroso crollo dei votanti, risultati addirittura inferiori al numero degli iscritti al partito. E questo a pochi giorni di distanza dall’altrettanto deludente esito delle consultazioni “on line” del Movimento 5 stelle per la scelta dei candidati al Consiglio regionale, cui hanno partecipato solo poche centinaia di persone.

Da questa rapida successione di eventi verrebbe da concludere (ed è un luogo comune piuttosto consolidato) che i cittadini sono disponibili ad impegnarsi in ambito sociale – su questa speranza si fonda infatti il “welfare di comunità” – mentre non lo sono altrettanto quando si tratta di occuparsi in prima persona di questioni più prettamente politiche. Ma tale lettura, non tiene conto del fatto che, in altre occasioni, anche recenti, la partecipazione alle primarie è stato al contrario superiore alle attese. Forse l’interpretazione corretta è allora un’altra: che i cittadini, cioè, sono pronti a partecipare – in ambito civile, sociale o politico – solo quando sentono che il proprio contributo è importante e non si lasciano coinvolgere (come evidentemente è successo con le primarie di domenica scorsa) quando invece i “giochi” sembrano già fatti e decisi in altra sede.

Tornando all’iniziativa de “Il Borgo” , è evidente già nel nome che essa non fa distinzioni tra i vari ambiti: la “cittadinanza attiva” si può delineare infatti in tante forme ed ambiti, dal volontariato all’impegno civile, fino alla partecipazione in prima persona alla vita politica. L’importante è, appunto, restare fedeli a quell’aggettivo (“attivo”) che in fondo è la coniugazione con parole diverse del motto “I care” reso celebre da don Milani. Messaggio, il suo, indirizzato allora ai ragazzi di Barbiana e lasciato oggi in eredità ai giovani -e non solo – di Parma.

Riccardo Campanini