All’inizio dell’estate il titolo di questo Crocevia sarebbe apparso scontato e, al tempo stesso, limitato ad un ambito ben definito: quello sportivo e in particolare calcistico, visto che erano in pieno svolgimento i mondiali di calcio brasiliani.

Ma col passare dei giorni, e con l’affievolirsi (almeno per noi italiani) dell’interesse per la manifestazione sportiva d’Oltreoceano, ben altri, e ben più drammatici, sono stati gli avvenimenti “di politica estera” che in questa estate anomala hanno occupati i titoli dei mezzi di informazione: l’assedio di Gaza, la crisi ucraina, l’offensiva dell’ISIS, la diffusione del virus Ebola, fino alla recente notizia, che ha particolarmente colpito la nostra città, dell’uccisione di tre suore saveriane in Burundi. Fatti avvenuti tutti a migliaia di chilometri da qui, eppure così “vicini” per il loro impatto – reale o potenziale – sul nostro presente e ancor più sul nostro futuro.

 

Il rischio insito in questo autentico “bombardamento mediatico” di drammi e tragedie planetarie è quello di aumentare ulteriormente il senso di impotenza e di frustrazione, reso già acuto dalle vicende interne, in particolare da quella specie di sortilegio che sembra rendere la crisi (economica, ma non solo) impermeabile a qualunque tentativo di uscirne in tempi ragionevolmente brevi.

Eppure è proprio in questi tempi così drammatici che è possibile – anzi necessario – cominciare a costruire un futuro diverso, in cui gli incubi della guerra, dell’odio, dell’intolleranza siano giorno dopo giorno ridimensionati e alla fine sconfitti.

Con questo spirito il Circolo “Il Borgo” e questa newsletter cominciano un nuovo anno di attività; e, proprio come segno di speranza e di fiducia in un domani migliore, l’iniziativa che caratterizzerà i prossimi mesi di lavoro è quella del “Laboratorio di cittadinanza attiva”, che verrà presentato nei prossimi giorni (v. articolo nella Piazza). “Scommettere” sui giovani, sulla loro capacità di costruire un mondo diverso, che però – e non è una contraddizione – trova le sue radici in valori “antichi”, come quelli della nostra Costituzione: in tempi in cui dilaga il gioco d’azzardo (che tra le altre cose esprime totale sfiducia verso la possibilità di un cambiamento collettivo) quello tentato da “Il Borgo” è invece un investimento a lungo termine, un seminare oggi per raccogliere – si spera – domani.

E’ significativo, e segno che la strada intrapresa è forse quella giusta, che a questa iniziativa abbiano dato assenso e talvolta anche fattiva collaborazione diverse ed importanti realtà culturali ed economiche cittadine; e non potrebbe del resto essere altrimenti. Se infatti, come dice un noto proverbio, per educare un bambino serve un intero villaggio, formare un giovane come “buon cittadino” è compito e impegno di tutta la città.

Riccardo Campanini