Un mese prima dell’apertura del Concilio, Papa Giovanni XXIII aveva fatto una affermazione importante ”La Chiesa oggi è soprattutto la Chiesa dei poveri”

 

rappresentando una concezione che non ebbe poi  nei testi conciliari un adeguato svolgimento, salvi i riferimenti nella Lumen Gentium al Cap. 8  (La chiesa riconosce nei poveri e nei sofferenti l’immagine del suo fondatore povero e sofferente) e nell’incipit della Gaudium et spes (Le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini di oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono, sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo…” Fu invece richiamata in quello che è rimasto noto come il “Patto delle catacombe”, quando quaranta vescovi, concordi sull’ispirazione di Giovanni XXIII, celebrarono una Eucarestia nelle Catacombe di Santa Domitilla e si impegnarono a condurre una “vita di povertà”, a rifiutare tutti i simboli e i privilegi del potere e a porre i poveri al centro del loro ministero pastorale.  Sono passati cinquant’anni e un nuovo Papa ha ripreso e dato contenuto al messaggio di Papa Giovanni. Subito dopo il raggiungimento del quorum per l’elezione, ricorda Papa Francesco, il cardinale brasiliano Claudio Hummes, suo fraterno amico, lo abbracciava forte e gli diceva “Non ti dimenticare dei poveri”. Da qui nacque la scelta del nome, come Francesco di Assisi uomo di povertà e di pace, il suo desiderio “Come vorrei una Chiesa povera e per i poveri”, la vita quotidiana ispirata alla massima sobrietà, l’esercizio diretto della carità  tramite il suo elemosiniere, i gesti e le esortazioni a presbiteri, vescovi, religiosi perché cambino la loro vita, perché usino i loro beni, i conventi  vuoti, per gli immigrati e per i poveri. Non passa  giorno che, nelle omelie di Santa Marta, Papa Francesco non ricordi la misericordia che il Signore ha verso ciascuno di noi e che noi dobbiamo fare propria per il nostro prossimo seguendo l’invito ad ascoltare il grido dei poveri che risuona nella Evangelii Gaudium.

Anche il gruppo “il Concilio Vaticano davanti a noi” aderendo alle sollecitazioni di Papa Francesco, ha ritenuto necessario promuovere una riflessione corale  sul tema della povertà, del servizio della nostra chiesa ai poveri, sull’uso dei beni e delle risorse e sull’impegno dei laici. Verrà fatta in una giornata di spiritualità ed amicizia domenica 15 giugno 2014 a Betania, che inizierà alle ore 9 con la prima relazione  di carattere pastorale teologico “La chiesa dei poveri dal Concilio a Papa Francesco” a cura di don Luigi Valentini. Verrà poi presentata “La Chiesa di Parma al servizio dei poveri”, un progetto di ricerca che parte dallo studio dei bilanci delle parrocchie, delle associazioni, delle strutture della diocesi, per rilevare il flusso di risorse destinate ai poveri, il loro utilizzo, la trasparenza e il coinvolgimento dei fedeli. Nascerà così la proposta di una grande assemblea, una sorta di “Stati generali” della Chiesa parmense nel rapporto con la povertà, per indicare i passi che le diverse realtà dovrebbero compiere non soltanto per essere ma anche per apparire – agli occhi di una opinione pubblica sempre più esigente – autenticamente Chiesa dei poveri.

Alle ore 11, 30 verrà celebrata da don Valentini la messa domenicale. La mattinata si conclude alle ore 13 con il pranzo di amicizia all’Agriturismo “La Sera” di S,Prospero insieme agli amici del Cenacolo Diocesano. L’incontro è aperto a tutti e chi desidera fermarsi al pranzo  è pregato di telefonare entro il 10 giugno la propria partecipazione a Graziano (3423771670) o a Nunzio (3206707632).

Graziano Vallisneri