Il portale Statistica della Provincia (www.statistica.parma.it) da pochi giorni  ha pubblicato la popolazione residente complessiva e straniera, per classi di età e sesso di tutti i comuni.

A Parma i residenti risultano 188.792. Pochi mesi prima, giovedì 28 novembre 2013, era stato pubblicato il bilancio demografico del primo semestre 2013: al 30 giugno erano 178.273 persone, con un aumento di 559 dall’inizio dell’anno, per una immigrazione ancora positiva benché in calo. Tra le due stime si rileva una differenza di circa 10 mila persone. E’ uno scarto che ha conseguenze rilevanti sulla programmazione della città, sulle stime della domanda di abitazioni per il prossimo Piano Strategico Comunale (corrispondono a circa 5 mila famiglie), sull’organizzazione dei servizi, su molti problemi amministrativi dalla Tasi fino alla valutazione della discussa raccolta differenziata. Le due indicazioni contraddittorie rendono complesso fare previsioni ragionevoli, capire se la popolazione sta ancora crescendo oppure è in contrazione. Da queste diverse tendenze dipendono pure le scelte dell’amministrazione e dei privati sui palazzi già costruiti e invenduti, sulle abitazioni degradate e abbandonate del centro. Se è vera l’indicazione di circa 179 mila abitanti, l’invenduto resterà tale a lungo, le aree degradate aumenteranno, i capitali investiti nell’edilizia sono a rischio crescente. La legge impone agli Uffici Comunali di Censimento di verificare la corrispondenza tra i dati identificativi di individui, famiglie e convivenze presenti nella lista anagrafica comunale alla data del Censimento (9 ottobre 2011) e gli individui, le famiglie e le convivenze rilevate al Censimento. Questo confronto tra le due fonti di dati costituisce parte integrante e obbligatoria della rilevazione censuaria ed è propedeutico alla revisione post-censuaria delle anagrafi comunali. Nell’arco di circa 8 mesi dal Censimento 2011, tutti gli 8.092 comuni italiani hanno terminato il confronto. Per legge è richiesta coerenza tra dati anagrafici e del censimento; verificato il censimento, i comuni devono apportare correzioni ai loro registri di popolazione. Sono giustificate piccole differenze, dovute in parte allo sfasamento temporale tra la data del censimento e le persone residenti al 1° gennaio dell’anno successivo. Senza entrare in dettagli, è sufficiente confrontare i dati anagrafici pubblicati e quelli del Censimento 2011 per evidenziarne la forte contraddizione. Sempre in riferimento al 1° gennaio, secondo l’anagrafe i residenti nel comune di Parma sono stati: nell’anno 2011, residenti totali 186.690 di cui 26.424 stranieri; nel 2012, totali 188. 695 di cui 28.117 stranieri; nel 2013, totali 190.522 con 29.831 stranieri; nel 2014, totali 188.792 con 28.378 stranieri. I dati definitivi del Censimento 2011 indicavano invece 175.895 residenti totali di cui 20.186 stranieri. Dati confermati nel successivo bilancio demografico del comune, seppure con l’indicazione dati provvisori: 177.714 residenti al 1° gennaio 2013 e 178.723 al 30 giugno 2013. A minare la credibilità della stima di 188 mila sono anche le considerazioni logiche sulla dinamica occupazionale di Parma (calo dei posti di lavoro e aumento dei disoccupati) pubblicati recentemente dalla Provincia e dalla Camera di Commercio. Parma cresce solo per immigrazione, ma la vita è costosa e risiedere in città può essere giustificato solo da un lavoro. Mancano inoltre analisi dettagliate sulla varie zone, per capire dove gli stranieri (30 mila oppure 20 mila ?) si stanno trasferendo, quali sono i quartieri con più anziani, quale la prossima domanda per la scuole nelle varie aree della città. Non è mai stato pubblicato il numero di famiglie per numero di componenti, età e sesso dei capifamiglia; sono dati necessari per capire le esigenze delle famiglie giovani e di quelle più anziane, il numero e la tipologia della domanda di abitazioni. L’ultima pubblicazione è sui quartieri e per l’anno 2011; altre città dell’Emilia hanno reso possibile analisi demografiche dettagliate fino a livello delle vie e i dati sono aggiornati e reperibili in rete. Per il prossimo piano regolatore è indispensabile conoscere almeno la distribuzione delle abitazioni vuote e di quelle degradate. Le previsioni demografiche effettuate dal Censis per il PSC del sindaco Vignali (anno 2010) sono tecnicamente inconsistenti e si fondano su dati 2000-2006, quando Parma ha avuto il periodo migliore per la crescita occupazionale e demografica. La presentazione del PSC del sindaco Pizzarotti dell’anno scorso è il copia-incolla di quello precedente, con l’aggravante di non aver preso atto della crisi economica arrivata al quinto anno. E’ difficile capire o giustificare anche gli imprenditori che hanno investito capitali nell’edilizia e nel commercio, contando su una espansione fondata su dati non attendibili e analisi errate. L’ultimo studio scientificamente attendibile dell’Amministrazione Comunale e quello sulla potenziale utenza e sulle richieste prevedibili di servizio per il forno crematorio “Tempio di Valera” inaugurato nel 2009.

lamberto.soliani@unipr.it