Mi trovo ad Amman per caso o per volontà di Dio per assistere ad un evento a dir poco storico, non solo per i cristiani del mondo arabo ma per tutti i fedeli o i credenti in Dio.

Appena atterrato all’aeroporto di Amman ho notato erano al suo interno enormi manifesti di benvenuto rivolti al Papa, che ho ritrovato anche in città, lungo la strada e negli incroci. Mi ha fatto molto piacere vedere simili messaggi in Giordania ma non ne sono stato sopreso, visto che il RE Abdallah è un esempio di tolleranza religiosa nel Medio oriente e visto che  ormai diversi cristiani provenienti dai paesi confinanti hanno trovato rifugio qui, in un Paese che è diventato un modello di integrazione per la tutta la regione.
Sono abituato a vedere il PAPA in Italia in TV ma pensare che si trovi a poche centinaia di metri da dove vive mia madre, in un paese considerato musulmano, mi ha commosso e allo stesso tempo mi ha incoraggiato a credere ancora di più alla parola fratellanza e amore fra i popoli in nome di Dio, un messaggio questo di enorme importanza fatto proprio da Papa Francesco.
Con me porto anche la testimonianza della gente che ha assistito all’incontro che si è svolto nello stadio di Amman e la cui provenienza era delle più disparate: Iraq, Libano, Egitto, Siria. Molti altri erano stranieri che si trovavano lì per lavoro, come i filippini o gli indiani. Tutte queste differenze linguistiche, sociali e culturali sono state unite da Papa con un solo gesto. Ma a ben vedere, tutta la città ha partecipato alla preparazione delle visita e anche i residenti sono stati orgogliosi di essere il primo paese arabo ad ospitare Papa Francesco. In particolare i fedeli cristiani, con cui ho parlato dopo l’uscita dalla benedizione papale, erano straordinariamente commossi: una signora anziana Iraqena mi ha raccontato che il suo sogno era proprio quello di incontrare il Papa e adesso era riuscita a vederlo di persona e a poca
distanza da casa sua. Ciò mi ha fatto riflettere sulla dimensione di questa visita. Aggiungo infine che anche la semplicità del Papa verso i fedeli è stata straordinaria, visto che faceva caldo ma lui era lì, con un sorriso per tutti e per dire ai più deboli di qualsiasi appartenenza: sono vicino a voi. Per questo, anch’io voglio concludere con semplicità, dicendo grazie: un grazie sentito a Papa Francesco.
Da Amman,

Khaled Qatam