Pubblichiamo le linee strategiche e gli obiettivi dalla bozza programmatica della scuola di formazione civica del Borgo-Laboratorio di cittadinanza attiva. Gli approfondimenti sono a disposizione nella parte del nostro sito dedicata specificatamente alla scuola. Nel sito si trova già anche il modulo tramite cui è possibile effettuare la preiscrizione.

Il Circolo Culturale Il Borgo, attraverso un dibattito che ha coinvolto esponenti della cultura e dell’istruzione, ha maturato la determinazione di proporre una Scuola di Formazione Civica. A questa risoluzione, il Circolo è pervenuto dando seguito all’originaria vocazione, d’intervenire sulle questioni critiche della società.

È a tutti noto che da tempo il divario tra le istituzioni politiche e la società civile rende arduo per chiunque il compito di amministrare e governare. Questa condizione, radicalizzandosi e inasprendosi, ha provocato un disinteresse crescente per il confronto sulle forme del vivere civile spalancando le porte all’uso personale delle istituzioni pubbliche, favorendo il diffondersi della corruzione in una misura e in modi non confrontabili col passato e inaridendo la solidarietà sociale che, soprattutto nel mondo del lavoro, era radicata nel Paese.
Il cittadino è disarmato e spesso si parla di analfabetismo politico.  S’intende così sottolineare un diffuso deficit nella conoscenza dei meccanismi che regolano le funzioni delle istituzioni e la loro responsabilità nel riconoscere i nuovi soggetti di diritto quando si affermano nella storia.
L’analfabetismo politico riguarda inoltre la scarsa consapevolezza  dei diritti e dei doveri che i singoli e le collettività hanno nel  costituirsi come maggioranze e minoranze attraverso le elezioni dei rappresentanti.
Queste ragioni hanno suggerito al Borgo di promuovere una scuola che organizzi corsi di formazione civica per le generazioni più giovani, anzitutto, ma che possa corrispondere alla domanda di tutti i cittadini.
L’intenzione è di approfondire lo studio e la discussione sulle forme della politica e della democrazia come sono state praticate nella storia e nel nostro Paese. Ma la scuola persegue anche l’obiettivo di elaborare una riflessione sulla domanda di senso civico.
I cittadini non possono considerare le città, i partiti politici, le istituzioni come strumenti a disposizione delle loro pretese. Semmai questa pratica è stata consentita e a volte incoraggiata in passato per conseguire il consenso, ora sono le condizioni economiche a non consentirlo. Ma compito primario della Scuola di Formazione civica consiste nell’affermare che a questi appetiti occorre ribellarsi anzitutto per ragioni di tipo culturale che riconoscano il bene comune come il fine e non il mezzo dell’agire politico.
È in un comune e rinnovato senso civico che si costruiscono le forme della politica aldiqua del potere, nel rispetto dei rappresentanti e delle e istituzioni, ma anche nel convincimento che solo l’esercizio della coeducazione alla cittadinanza attiva può suggerire i percorsi verso una società democratica in grado di misurarsi con le sfide del futuro.

Alessandro Bosi