1) Innanzitutto una valutazione “a caldo” sul nuovo Governo

Oltre ad esprimere il più giovane Presidente del Consiglio della storia repubblicana credo che il nuovo esecutivo (solo il governo De Gasperi ebbe un numero minore di componenti) sia un buon mix fra competenze e rinnovamento.

Il Paese ha bisogno di “qualità” di governo, ma anche di freschezza, entusiasmo e coraggio, utilmente temperato con la necessaria esperienza. Credo che i presupposti per far bene ci siano.

2) Da “renziano della prima ora”, come ti ha definito il Direttore della Gazzetta, come valuti la decisione di Renzi di subentrare subito a Letta senza aspettare le elezioni?

Alla soluzione di un Letta bis che garantisse una durata di un anno, si è preferito da subito un nuovo inizio, rinnovando per 3|4 la squadra di ministri con una prospettiva davanti di 4 anni, sapendo naturalmente che le scelte compiute nei prossimi mesi saranno determinanti per il prosieguo della legislatura. Una scossa era necessaria da subito anche se va ringraziato e molto, Enrico Letta, per il lavoro faticoso e serio che ha fatto nei durissimi mesi a Palazzo Chigi.

3) Cosa deve fare di concreto il nuovo Governo per convincere i tanti cittadini che, pur non essendogli pregiudizialmente ostili, sono perplessi e incerti di fronte ad un cambio di leadership imprevedibile solo poche settimane fa?

L’Italia e gli italiani hanno la necessità di tornare a credere nel potenziale che il nostro Paese sa e può esprimere; un bicchiere a metà è mezzo vuoto per il pessimista e mezzo pieno per l’ottimista. Non cambia lo stato del bicchiere ma è diametralmente opposto il modo vederlo. E’ urgentissimo intervenire per ridurre da subito il costo del lavoro, favorire l’accesso al credito e investire su nuove politiche industriali, puntando su nuovi modelli di sviluppo sostenibili: made in Italy, green economy, cultura, turismo, ricerca e innovazione. Decisiva sarà la capacità di confrontarci e richiedere con forza all’Europa di ricontrattare i vincoli di bilancio, anche per favorire e far ripartire investimenti pubblici e dare quindi respiro ed ossigeno ad imprese e lavoratori. Credo che sarebbe poi buona norma ridurre l’eccesso di comunicazione con reiterati annunci rispetto al da farsi, lasciando spazio, in modo sobrio, alla rendicontazione di quanto sarà fatto.

4) Infine, venendo al tuo lavoro di Consigliere regionale, dai contatti quotidiani che hai con i Consiglieri 5 Stelle hai l’impressione che, al di là delle dichiarazioni ufficiali, condividano la scelta di Grillo di assoluta chiusura nei confronti di Renzi (come evidenziato dal famoso incontro in diretta streaming) o la vivano con un certo disagio?

Credo che gli elettori del movimento “gestito” da Grillo siano nella gran parte persone che desiderano sinceramente una politica e una modalità di governo “ nuova”. Spesso finiti a sostenere i 5 stelle non tanto per convinzione, ma perché non hanno trovato negli altri partiti o movimenti risposte alle loro forti, motivate e sincere istanze. In Regione dei due consiglieri grillini eletti all’inizio legislatura ora ne resta uno; Favia infatti è transitato nel gruppo misto a seguito della scomunica del “capo”, dopo essere passato alle ultime politiche per la lista Ingroia, assicurando che eletto o non eletto in Parlamento, avrebbe lasciato il seggio in Regione; a distanza di un anno è ancora con noi…. Parto da qui per dire che le battaglie “contro” all’inizia sono banalmente facili e semplici. La complessità della realtà è però altra cosa. Lo si vede bene nella difficoltà enorme che trova il Sindaco Pizzarotti il quale, stando al di qua della barricata, non può svicolare facilmente con slogan di maniera, ma da amministratore, deve dare risposte concrete ai cittadini, costretto per questo, molto spesso a prendere le distanze dallo stesso Grillo. Rispetto all’incontro fra quest’ultimo e Renzi “in streaming” sintetizzo così: se avessi dovuto pagare per assistere ad un simile spettacolo, avrei sicuramente optato per dare in beneficenza il corrispettivo del biglietto.