Batti e ribatti ….Si dice che si vuol fare….ma poi tutto cade nel silenzio… Passano gli anni …e, rinviando ogni volta le dovute scelte, si riesce solo a rendere amaro il rapporto tra la comunità musulmana e la cittadinanza parmense.

Ufficialmente c’è una sola persona che si è fatto un nome a Parma perché fa casino contro la sede del Centro Islamico. Ha grande spazio sulla stampa locale; cerca di tenere in scacco le istituzioni. Ogni tanto si fa viva anche la Lega, ma senza troppo apparire.

Ma sono solo questi che riescono a bloccare il normale percorso democratico e culturale di un logico progetto o c’è una città che non ha il coraggio e l’intelligenza di guardare al presente ed al futuro?

Purtroppo gli episodi non mancano per mettere in risalto il provincialismo e la piccineria locale.

Per confusione locale si è persa la stazione mediopadana, per le divisioni locali si sono perse tante altre occasioni che la storia ci poteva donare.

Il Consiglio comunale di Parma ha portato la sede della comunità islamica dall’Oltretorrente a via Campanini, con una incerta proposta. Oggi, ed ancor più nel prossimo domani, i numerosi musulmani che lavorano, vivono e pagano le tasse hanno diritto ad una sede dove poter esprimere la propria fede. Con una forte scelta lo stesso Consiglio delle Chiese Cristiane ha chiesto al Consiglio Comunale di dare una risposta ad una giusta esigenza della comunità musulmana.

Il Sindaco, che ha voluto anche esporsi in prima persona in modo ufficiale, non può non fare, con urgenza e con intelligenza, una proposta agibile che aiuterà un dialogo ed una crescita sinergica di tutta la comunità locale.

C’è qualcuno che di nascosto vuole frenare questa esigenza democratica della società parmense? Almeno venga allo scoperto.

Eugenio Caggiati