Giovedì 5 dicembre scorso il circolo Il Borgo ha organizzato presso la Facoltà di economia la presentazione del volume “Dizionario di microfinanza”, a cura di Giulio Tagliavini e Giampietro Pizzo (Carrocci editore, 2013).

In quest’ambito gli ospiti (oltre agli autori erano presenti Alfredo Alessandrini di BCC Parma, Luigi Amore di Fondazione Cariparma, Don Andrea La Regina di Caritas) hanno proposto e analizzato modi e regole per procedere efficacemente attraverso il microcredito.

 

La fase economica è particolarmente severa e si rafforzano le difficoltà materiali e il disagio esistenziale. Se la mancanza di denaro dipende dalla mancanza di lavoro, il problema è particolarmente gravoso, perché la mancanza di lavoro, o l’insuccesso del lavoro che ci impegna, è causa che mina l’autostima. La fiducia in noi stessi dipende anche dalla sicurezza economica. Il microcredito è uno strumento finanziario (certo non miracolistico o risolutivo di per sé) che offre un supporto per affrontare la dimensione personale e quella spirituale del disagio economico.

Affrontare la situazione di crisi è certamente complesso. Non basta progettare ed emanare un “decreto sviluppo”. Occorre riflettere più attentamente sul tema del credito. In modo molto superficiale potremmo pensare che le banche hanno il denaro che manca e che lo potrebbero prestare. La situazione vera è molto distante dalla suddetta ipersemplificazione. Le banche possono sostenere le attività delle persone solo se queste assicurano un concreta possibilità di restituzione. Il microcredito è una particolare area di attività bancaria che vuole realizzare piccoli prestiti finalizzati a sostenere piccole iniziative economiche. Il microcredito non è finalizzato al consumo, né ha un proprio carattere assistenziale. Il microcredito vuole realizzare un concreto supporto finanziario per piccole iniziative che attualmente non ricevono adeguata attenzione da parte delle banche ma che potrebbe concretamente essere sostenute in base a un programma di lavoro predisposto in questo senso. Con tale soluzione si concorre alla soluzione di un problema economico ed è una misura alternativa a quelle tradizionali di welfare . Secondo Giampietro Pizzo occorre misurare attentamente la diversa efficacia degli strumenti e scegliere, su basi molto concrete, quello che consente di avere risultati maggiori per unità finanziaria impegnata.

Il microcredito è in via di introduzione e di rafforzamento da parte di diverse banche. Ci sono esempi molto utili in altri paesi, da prendere come esempio. Il microcredito è uno strumento di finanziamento che deve essere affiancato da un preciso programma di educazione finanziaria. L’educazione finanziaria è un percorso che porta le persone a capire bene quali sono le decisioni finanziarie che hanno senso e quelle che invece creano problemi. Un’educazione più attenta sull’uso dei propri soldi e un credito di modesta dimensione può risolvere tanti casi e, anche se non risolvere il complessivo problema macroeconomico, può andare nella giusta direzione. Il microcredito è ben di più rispetto ad un “piccolo prestito”. Non è caratterizzato dall’esiguità della somma. Il microcredito è un prestito di dimensione ridotta che si qualifica per sostenere un progetto di “empowerment”, ossia di potenziamento delle capacità economiche della persona sostenuta. Lo strumento viene correntemente utilizzato in paesi in via di sviluppo e in paesi ricchi. E’ uno strumento coerente con tante esperienze bancarie della tradizione italiana, dalle BCC alle Casse di Risparmio tradizionali.

Il Dizionario di microfinanza raccoglie le schede imperniate su 98 “voci” rilevanti per capire il tema. Le voci, scritte da altrettanti autori italiani ed esteri, sono suddivise in tre gruppi: le storie e le esperienze di rilievo in Italia e all’estero; la metodologia di lavoro per rendere efficace lo strumento e per la verifica del corretto sviluppo dei singoli progetti; le idee e gli approcci culturali che sono alla base del microcredito.

Il Dizionario di microfinanza è stato realizzato anche grazie al supporto di alcun sponsor, tra cui Fondazione Andrea Borri, Scouting Spa, Cedacri, Fondazione Cariparma.

Giulio Tagliavini, Università di Parma