Nel momento in cui, dopo la pausa estiva, riprendono le solite attività (e la nostra newsletter), cosa può aiutare a ripartire col piede giusto?

In questi giorni di metà settembre l’attenzione si è concentrata, con toni a volte un po’ troppo frivoli e “leggeri” ( in fondo si è trattato dell’ultimo atto di una grande e dolorosa tragedia) sul recupero della Costa Concordia;

e inevitabilmente la gigantesca operazione è stata presa a pretesto per metafore e paragoni, qualche volta felici, altre meno.

 

Sicuramente la messa in sicurezza del relitto dell’enorme nave ha qualcosa di molto italiano: non è forse vero che diamo il nostro meglio nelle situazioni disperate? E che siamo più bravi a “recuperare” (anche quando, come nel caso delle Concordia, il “salvabile” è solo un ammasso di ferraglie destinate allo smaltimento) che non a tutelare e difendere ciò che abbiamo di prezioso? E, ancora, la storia – grande e piccola -non dimostra che quando riusciamo ad impegnarci in prima persona e a lavorare uniti e compatti “non c’è n’è per nessuno” , mentre se litighiamo – o ci tiriamo indietro affidando il nostro destino allo Schettino di turno – andiamo a fondo senza scampo?

Sono riflessioni, queste, che possono venire utili in tutti i campi dell’esistenza, ma assumono uno particolare rilievo in quello politico, dove il tasso di litigiosità e la difficoltà a fare squadra, se forse non sono più elevati che in altri settori, hanno però degli effetti ben più deleteri per l’intera collettività.

Allora, con un semplice cambio di parole (e qualche accento da modificare), è bene ricordare che “la concordia costa”, nel senso che è faticosa, difficile, a volte quasi impossibile, ma resta l’unica strada per portare a termine imprese come quella che nelle ultime ore, ha riversato sull’Italia l’ammirazione del mondo intero; con la speranza, e l’auspicio, che in futuro il prestigio e l’autorevolezza del nostro Paese non dipendano più dalla rimozione di un relitto (ogni riferimento all’attualità politica è naturalmente casuale…).

Riccardo Campanini