In occasione del 50° anniversario dell’apertura del Concilio vaticano II e nella coincidenza del Sinodo mondiale dei Vescovi sulla nuova evangelizzazione, il Convengo promosso all’Università gregoriana (9-10 novembre 2012) del Coordinamento europeo Teilhard de Chardin (C.E.T.) si proponeva di indirizzare un messaggio duplice e simultaneo in pieno spirito ecclesiale, come ha precisato la Presidente dell’Associazione italiana TdC Annamaria Tassone Bernardi avviando i lavori.

Il titolo era stato ben formulato: “Sfide antropologiche di oggi. Una lettera di Pierre Teilhard de Chardin. Per un’evangelizzazione rinnovata. A 50 anni dal Concilio Vaticano II” e contemplava un intenso programma di sessioni (riportato nel sito www.theilard.it).

 

Un approccio, concepito e mirato interamente in chiave ecclesiale (che escludeva quindi approfondimenti a carattere propriamente scientifico e/o di taglio rigorosamente accademico) a quanto pare altamente apprezzato negli ambienti della Chiesa cattolica: a vedere dall’ampio spazio riservato dai quotidiani Avvenire e L’Osservatore Romano all’evento (peraltro già annunciato dallo stesso Avvenire e da Famiglia Cristiana) e soprattutto dal saluto rivolto ai partecipanti da Benedetto XVI all’Angelus dell’11 novembre.

Un’accoglienza ed una ricezione ampie, che pertanto autorizzano a considerare orami decaduti i motivi che stavano alla base del famigerato monitum del 1961 (motivi congiunti a complesse diatribe, inevitabilmente tuttora aperte, tra scienza e teologia); decadenza di cui prendere finalmente atto eche – a nostro avviso – dovrebbe spingere le Associazioni che si richiamano al gesuita-mistico-scienziato a voltare pagina, una volta ottenuta la piena legittimazione, per dedicarsi maggiormente ala sua visione spirituale, così congeniale a questo tempo.

Non a caso i lavori sono stati costantemente seguiti e presieduti dal card. Poupard, mentre il card. Gianfranco Ravasi ha inviato un meditato messaggio ed un suo delegato a seguire i lavori. A conclusione dei medesimi, nella Basilica pontificia di Sant’Ignazio si è svolta una concelebrazione solenne bilingue (italo-francese) presieduta dal Rettore dell’Università Gregoriana, p. F. Dumortier.

Un bilancio più che positivo, dunque, che oltrepassa il successo del Convegno che si era svolto sempre presso la Gregoriana nel 50° anniversario della rinascita in cielo di p. Theilard (Roma, aprile 2005) con l’auspicio che gli atti possano avere ampia diffusione ed anche l’adeguato spazio sul web, che da anni segnala ed ospita numerosissime voci che da ogni dove riprendono le intuizioni del padre Teilhard. Il messaggio ora è lanciato: nell’ottica proposta dall’inserto culturale di Avvenire “Agorà” che ha inteso presentare Teilhard come “il profeta del 3° millennio”.

Luciano Mazzoni