Viviamo giorni a loro modo intensi. Dopo circa dodici anni eccezionali per varietà di accadimenti positivi (pochi?) e negativi (di più), oggi siamo alle prese con ulteriori fatti inediti per la nostra comune esperienza.

Tra le altre cose, nel nuovo quadro politico italiano si sono semplificate le rappresentanze parlamentari, ma la criticità del governare non pare essere migliorata; staremo a vedere e … sperare per il meglio!

Altro fatto inedito è la rinuncia al soglio pontificio di Mons. Ratzinger, con la conseguente sede vacante e l’imminente conclave.

L’incertezza sociale, economica e spirituale è denominatore comune di questi giorni.

A questo panorama si aggiunge una “perla” che ho trovato sulla Gazzetta del 23 febbraio a pag. 4; un Vescovo, ex segretario dell’episcopato polacco, ha affermato che “la pedofilia c’è sempre stata e ci sarà sempre. Il Papa ha fatto bene a non occuparsene”. Invito gli eventuali “increduli” all’udire ciò a navigare in rete per le doverose personali verifiche.

Grazie all’alto prelato, dopo tutto il trambusto sull’argomento meno male che qualcuno interviene a “placare gli animi” e a riportarci sul piano della “normale consuetudine”, perché forse ci stavamo un po’ “agitando”… O no?

Ed infatti il Papa Emerito si è occupato prevalentemente d’altro, e comunque quello è ampiamente bastato per provarne definitivamente le residue energie che aveva a disposizione. Bisogna riconoscere che Benedetto XVI ha dato prova di estrema onestà e umiltà, sia umana che spirituale.

Viviamo “giorni nuovi” nei quali stentiamo a trovare però novità vere … ma non abbandoniamo il filo e la piega del discorso, perché possiamo cercare un appiglio! Nella Bibbia di Gerusalemme al capitolo 18 del Vangelo di Matteo leggiamo parole chiare e utili per “mettere una pietra” sull’argomento pedofilia. In più, come accade nelle più classiche esperienze mantico/oracolari di lettura casuale, un particolare ci aiuta ad illuminare ulteriormente la “soluzione”: il capitolo è sormontato dalle parole “DISCORSO ECCLESIASTICO”. Non ci sono dubbi … abbiamo una “pietra di paragone” coerente col caso in esame; possiamo trarre probabili insegnamenti?

Ai versetti 6 e 7, leggiamo il seguito che suona quasi come un epilogo. Penso che alle parole bibliche sia rispettoso aggiungerne poche e sempre meditate, ma in questo caso basta e avanza solo il riportarle: “ E’ inevitabile che avvengano scandali, ma guai all’uomo per colpa del quale avviene lo scandalo!”

In definitiva fino ad ora abbiamo fatto semplici considerazioni sul noto (per chi avesse voluto vedere sentire e parlare), ma forse anche fotografato un atteggiamento purtroppo consolidato nella Chiesa Cattolica, e non solo in essa. E’ lecito ipotizzare (a ciascuno il farsi la propria opinione finale) l’abitudine ad insabbiare, addomesticare, aggirare questioni spinose. Pedofilia e IOR ne sono un esempio? Ce ne sono altri? Forse sì.

Ne analizziamo un altro recente: è stato posto il divieto alla diffusione pubblica delle conclusioni segretate della commissione vaticana che ha indagato sui recenti trafugamenti di documenti dallo studio privato del Pontefice, e su chissà cosa d’altro. La trasgressione del segreto comporterebbe la scomunica; verrebbe da concludere: due pesi e due misure? Se si prevede di sanzionare così duramente una “soffiata”, coerenza vuole che anche altri comportamenti ricevano perlomeno analoga attenzione!

E’ vero che ci vogliono prudenza, misura, rispetto, amorevolezza, fede, speranza e carità … ma quando le criticità si accumulano poi scoppiano! La Chiesa Cattolica sarà anche Mater et Magistra ma, facendone una “questione di genere”, lo è ormai solo formalmente; l’immagine vuole la sua parte e purtroppo “in quest’epoca di pazzi ci mancavano gli idioti dell’orrore” … e il bene si vede ancor meno!

Che rimane da dire? C’è qualcosa di nuovo? Ci potrebbe essere se solo si aprisse finalmente una nuova era anche per il ruolo femminile nella Cattolicità. E’ sotto gli occhi attenti di molti che ormai è tempo di una maggiore corresponsabilità, e una migliore e più variata sensibilità di testimonianza pastorale e di Governo; non solo di servizio obbediente. E’ ora di constatare che è possibile superare limiti dogmatici, o legati puramente alla tradizione, per arrivare a proclamare che, se questi sono i risultati, allora certamente anche una Donna potrebbe aspirare ad essere Papa e celebrare tutti i sacramenti con pari dignità … a maggior ragione considerando che ancora oggi lo può fare anche un prete eventualmente in “odore di pedofilia” oppure un suo confratello che sa ma rimane indifferente o fa’ finta di non vedere.

Che dire poi dell’ormai cronica crisi vocazionale? Che credibilità ha oggi la classe di individui (demograficamente parlando) meno prolifica al mondo quando poi parla di problematiche legate alla Famiglia? Con che autorevolezza si presenterà in futuro all’opinione pubblica … prima di estinguersi per ovvie conseguenze di ordine anagrafico?

D’altra parte, con questo andamento e questi sospetti, quanti giovani maschi saranno disposti in futuro ad orientare verso il sacerdozio la propria vita … valutando come verità assodata quello che “certifica” l’alto prelato di cui sopra? Se vogliamo proseguire nelle ipotesi, non possiamo neppure escludere che la Chiesa oggi corra pure il rischio di rimanere appetibile per maschi con certe inclinazioni piuttosto che altre … è buona cosa pensare bene, ma a pensare peggio a volte ci si azzecca!

Quanti tipi di “tentazione della carne” ci sono? E’ facile ammettere che nessuno ne sia immune, la prova prima o poi mediamente tocca a tutti, e quindi tale argomento non può essere discriminante o dirimente nella definizione dei ruoli.

Non posso andare oltre perché mi mancano competenza e sapienza intellettuale adeguate per avanzare ulteriormente, ma concludo aggrappandomi a quel passo che all’incirca suona così: “non ci sarà più né uomo né donna”. Lo cito così com’è, senza ulteriori riferimenti e con una possibile valenza profetica.

Considerato il tutto, è proprio così importante il sesso di una Persona?

Ovvero, è più una risorsa o un problema?

Se si desidera una Chiesa Cattolica più creativa e feconda, perché limitarne la “fertilità” Pastorale?

Pietro Folloni