Concludiamo questo anno “conciliare” con un sentimento di viva gratitudine per gli amici del Gruppo “Il Concilio Vaticano II davanti a noi” oltreché ovviamente per lo Spirito che ci ha accompagnato.

Un grazie a chi ha reso possibile con la loro partecipazione gli incontri di studio e riflessione su “Il Concilio a Parma, tra memoria e profezia”, realizzati nei primi sei mesi dell’anno. Ed in particolare ai relatori, in gran parte testimoni del Concilio e del postconcilio nella nostra chiesa locale, che è giusto ricordare : Don Alfredo Chierici, “Recezione del Concilio”, Don Guido Pasini, “Sacrosanctum Concilium”, Marco Bertè,”Il risveglio biblico”, Franco Ferrari, Luciano mazzoni, Onelia Ravasini “L’ecumenismo e il dialogo inmterreligioso”, Pietro Bonardi e Giorgio Del Sante,”L’esperienza del Consiglio Pastorale Diocsano”. Giorgio Campanini, Claudio Michelotti e Luciano Olivetto,”Il XXI Sinodo della Diocesi di Parma”, e infine nella giornata conclusiva a Betania Renato Marchesi, Luciano Mazzoni, Corrado Truffelli per “L’Impegno dei laici nella nostra Chiesa. Sono ancora disponibili i fascicoli con i resoconti degli incontri (tel. a Luciano Olivetto 3491716733).

 

Ma la nostra gioia è stata resa ancora più viva per la celebrazione corale dell’11 ottobre 2012, 50° anniversario dell’apertura del Concilio, anticipata il giorno prima dal nostro convegno ai Missionari con le belle relazioni di Giorgio Campanini e Don Umberto Cocconi. E ancora più bella la fiaccolata, in ricordo di quella fatta in San Pietro 50 anni prima con il “discorso alla luna,” che dopo la celebrazione in cattedrale ha condotto i “festeggianti” in piazza Garibaldi per accogliere l’intervento di Paola Bignardi. Poi lo spirito conciliare è diventato contagioso e diffusivo, sono iniziati incontri e conferenze in varie parrocchie, il Vescovo ci ha ricevuto con cordialità e ci ha annunciato l’avvio del Concilio dei giovani e la prossima realizzazione di incontri sulle Costituzioni conciliari. Soprattutto vi è stata una esplosione di interventi, articoli, nuovi libri sul Concilio che fanno bella mostra alla libreria Fiaccadori.

Certo nell’anno trascorso ci sono state anche pagine tristi per la Chiesa e sono sorte voci che hanno imputato al Concilio e al dopo concilio alcune ferite, che viceversa sono state apportate al corpo della Chiesa da eventi esterni come la rivoluzione del sessantotto o la desacralizzazione, mentre proprio dal Concilio erano stati indicati principi e posti gli anticorpi perché la Chiesa potesse confrontarsi con la postmodernità. Vi sono poi altri membri della gerarchia che, nel sottolineare la mera pastoralità del Concilio o la continuità della tradizione, mirano a sminuirlo o a farlo dimenticare.

Spetta allora a noi, come ci invita Enzo Bianchi interrogarci su cosa ne abbiamo fatto di quella “novella Pentecoste”, di quel “balzo innanzi” auspicato da Giovanni XXIII, della “grande grazia” concessa alla chiesa nel secolo scorso e offertaci come “sicura bussola per orientarci nel cammino del xxi secolo”, secondo le forti parole di papa Giovanni Paolo II. Sì, “quanta est nobis via?”, quanto cammino ci resta da fare nella nostra rinnovata sequela del Signore, una sequela rinfrancata dal Vaticano II, un cammino di conversione al Signore reso più spedito, ma che ha conosciuto anche passi indietro, incertezze, soste, deviazioni.

Si perché il Concilio deve essere ancora attuato per aspetti importanti, come la sinodalità, il ruolo dei laici, la valorizzazione della donna; altri aspetti da approfondire investono campi nuovi della bioetica, della tecnologia, della globalizzazione. Occorre quindi continuare con fiducia per rispondere alle domande che si pongono oggi alla Chiesa, che sono risuonate nella grande Assemblea di laici, gruppi, riviste tenuta a Roma il 15 settembre, o da ultimo richiamate nella bella testimonianza sul Concilio di Corrado Truffelli, riportata in questo numero; Truffelli, che potremmo definire giustamente un “cristiano adulto” che, nella fedeltà alla propria chiesa, ha saputo sempre assumersi appieno la responsabilità per la ricerca del bene comune nella società, nella politica e nella cultura, rispettando l’autonomia delle realtà terrestri, la libertà di coscienza, la piena laicità.

Per questo anche noi, dopo esserci questi due mesi fermati a riprendere fiato, con nuova spinta ricominceremo il prossimo anno gli incontri sui tempi importanti fra cui abbiamo individuato come prioritari.

1)       Il cammino della sinodalità

2)       Responsabilità e ruolo dei laici

3)       La promozione della donna

4)       La povertà della Chiesa .

Questo tempo di attesa, poi la venuta del Signore, ci daranno la forza di riprendere insieme, con le lettere mensili di Luigi Pedrazzi, il rinnovamento conciliare.

Un augurio che rivolgiamo a tutti i lettori della News del Borgo.

Graziano Vallisneri e il gruppo “Il Concilio Vaticano II davanti a noi”