Per chi giunge a Parma nel quartiere Cittadella e percorre tutto lo spazioso vialone realizzato dal Petitot, per immettersi poi in via Palestro superando quindi piazzale Volta, succede infine che si trovi a prendere il viale Guido Maria Conforti. Giunto al termine di questo noterà con ammirazione come esso sfoci in viale San Martino dinnanzi ad un grande caseggiato: anzi gli sembrerà che il lungo viale voglia dare un abbraccio a quell’edificio, la sede storica dell’istituzione che i parmigiani chiamano “il capolavoro di mons. Conforti”, ossia l’Istituto Saveriano Missioni Estere, la fondazione da lui realizzata nel 1895 e nata dal suo grande cuore di “vescovo di Parma ma missionario per tutto il mondo” per usare l’espressione del cardinale Roncalli poi papa Giovanni 23.

Un uguale amabile abbraccio simbolico con la città lo esperimentano i Saveriani tutte le volte che si trovano a vivere contatti con la collettività parmigiana o parte di essa. Recentemente, vi sono state due circostanze che hanno dato ulteriore vigore a questo vincolo di vicinanza e di amicizia, quasi continuazione di quello vissuto da Guido Maria Conforti con la sua comunità sociale di origine e di cui egli fu pastore religioso per cinque lustri: i Cento anni di storia dell’Istituto missionario da lui costituito e la sua Beatificazione (1996) con successiva Canonizzazione a santo della Chiesa (2011).

 

Nel primo evento, cioè nel Centenario dell’Istituto e Cinquantenario del suo ramo femminile, le Missionarie di Maria o Saveriane, è stata vissuta una sinergia di intenti molto bella, grazie ad una efficace collaborazione tra il Circolo culturale Il Borgo, la Biblioteca Palatina e la Diocesi di Parma. Rappresentanti di questi enti hanno dato corpo a molteplici iniziative, che hanno scandito mensilmente il periodo temporale dal dicembre 1994 al marzo 1996 con tavole rotonde, convegni, manifestazioni e celebrazioni religiose. Quanto è stato detto e fatto in tali circostanze venne poi raccolto nel volume A Parma e nel mondo, pubblicazione di 592 pagine realizzata nei tipi di Silva editore in città, grazie al totale supporto per la spesa da parte della Fondazione Cassa di Risparmio di Parma e Monte di Credito su Pegno di Busseto.

A seguito della presentazione alla collettività di Parma della accennata pubblicazione, si costituì spontaneamente un gruppo di persone volontarie, di estrazione laica e religiosa, interessate alla rivisitazione annuale della storia della città cento anni fa. Nacquero così gli Amici del Cinquenovembre, data di nascita al cielo ed oggi festa di San Guido Maria Conforti, circolo di appassionati che attorno al Centro Studi Confortiani Saveriani, avviato nel frattempo presso la Casa madre dei Saveriani, si prefigge appunto di analizzare il contesto civile e religioso di Parma all’epoca in cui parallelamente era attivo il Conforti ed all’opera i suoi Missionari in Cina.

E’ stato organizzato il 7 novembre il 17° pomeriggio culturale confortiano, dedicato quest’anno all’approfondimento di “Parma nel 1912” ed organizzato appunto dai ricordati Amici, durante il quale viene dato in omaggio ai presenti il quaderno Parma negli anni 1911, loro fatica redazionale giunta ormai al 16° frutto di stampa.

Proprio in fase di elaborazione dei quaderni e di più ancora negli incontri per la loro programmazione, unitamente alla ricerca dei contenuti tanto per pomeriggi culturali annuali quanto poi per gli stessi quaderni, capita al sottoscritto di vivere di nuovo e con intensità particolare l’abbraccio accennato con Parma, sempre nel ricordo del grande vescovo fondatore di missionari Guido M. Conforti. L’interesse che gli Amici del Cinquenovembre dimostrano per la conoscenza e l’approfondimento di quanto attiene alla storia del Conforti ed a quella dei suoi Saveriani si è espresso molto bene nel concepimento, nella strutturazione e costruzione del quaderno n. 16, di cui ora viene a disporre il pubblico dei lettori. Se ne possono descrivere alcuni spezzoni di tale esperienza.

Si è dimostrata infatti molto stimolante la ricerca sui perché il Conforti abbia voluto richiamare dalla Cina uno dei primi suoi missionari partiti per quel paese, il bercetese p. Giovanni Bonardi, affinché fosse a Parma un formatore adeguato di futuri apostoli. Ancor più coinvolgente è stata la ricerca sullo “animo cinese” che il Bonardi aveva già acquisito, sia pure in pochi anni di permanenza in Cina, dal gennaio 1904 al marzo 1911, quando appunto rientra nella nostra città: egli si staglia per il vigore della formazione di base acquisita, ben motivata ed aperta a nuove acquisizioni.

Accostando un Bonardi così ricco di idee e di cognizioni, di metodo apostolico e di grande capacità nel dialogo interculturale, e tenendo presente chi c’era dietro la sua persona, cioè il Conforti che l’aveva avviato a questo e più volte stimolato a «raccogliere in Cina quanto potrà essere utile per noi e per poter fornire il nostro incipiente museo cinese…» (GMC, Lettera a G. Bonardi, da Parma 11 luglio 1908), non si può non avvertire quanto sia stato determinante nella storia dell’Istituto missionario di Parma, agli inizi della sua attività apostolica, l’aver potuto contare su una prima generazione di uomini del tutto singolari, e in maggioranza di origine parmense.

Un medesimo coinvolgimento della città come di tutto il territorio parmigiano nell’opera missionaria principale del Conforti, lo si esperimenta anche nella partecipazione a molteplici altre iniziative, connesse in qualche modo al suo Istituto missionario ed in particolare con la Casa madre di Via San Martino 8.

Basti l’elenco di qualche esempio: – la notevole presenza di pubblico agli accennati pomeriggi culturali confortiani, svolti in città attorno alla data del 5 novembre; – la regolare aggregazione da parte di un ampio numero di persone, per lo più signore della città, nell’associazione Gruppo Amici Missionari Saveriani (GAMS) che si pone oggi in continuità con la precedente istituzione In Omnibus Christus del 1936, essa pure prosecuzione dell’Opera Pro Partenti già attiva ai tempi del Conforti e da lui ripetutamente ringraziata ad ogni contesto di suoi figli missionari in viaggio per la Cina; – la costante presenza nella grande Cappella dell’Istituto, oggi eretta a Santuario Conforti dal vescovo di Parma, di molti fedeli, tanto per le celebrazioni ufficiali o di orario quanto per un momento di preghiera personale o per vivere il sacramento della Riconciliazione con Dio, nell’accostare un missionario confessore sempre disponibile; – parallela a queste ultime presenze sono i vari Gruppi di Pellegrini che giungono nello stesso Santuario, desiderosi di approfondire la conoscenza del Conforti nella visita di tutto ciò che ha costituito e caratterizzato la sua vicenda terrena, a partire dalla sua tomba, dal Crocifisso che contemplava da piccolo e con il quale parlava, e dagli infiniti oggetti oggi custoditi alle Memorie Confortiane Saveriane; – le visite al Museo Cinese ed Etnografico, realtà avviata già dal Conforti sin dal 1901 ed oggi appena restaurata e riorganizzata in modo organico; – l’incessante interessamento a provvedere materialmente, attraverso donazioni fatte presso la Procura Saveriana, alle necessità di tanti missionari del Conforti che continuano ad operare nei diversi continenti per l’annuncio del Vangelo, il più delle volte in situazioni di precarietà e disagio.

Davvero, l’abbraccio della città nei confronti dei Saveriani di mons. Guido Maria Conforti continua tuttora…

Ermanno Ferro sx
responsabile del Centro Studi Confortiani Saveriani