Con la bella preghiera di Benedetto XVI del giorno di Pentecoste è iniziato l’incontro di studio e riflessione del gruppo sul Sinodo Diocesano e la chiesa di Parma.

Del resto, proprio la solennità di Pentecoste ha coinciso con i più importanti momenti sinodali, il 19 maggio 1991, quando si apriva con una solenne cerimonia in Cattedrale il XXI sinodo parmense e il 7 giugno 1992 quando l’allora vescovo di Parma, Benito Cocchi firmava la Presentazione delle Dichiarazioni e decreti “Comunità in cammino per annunciare il Vangelo”. Si concludeva così, al termine di un cammino protrattosi per sette anni, questo evento che aveva impegnato fortemente la Chiesa di Parma in tutte le sue componenti, nella preparazione prima e poi nello svolgimento. Come risulta dalla puntuale relazione di Michelotti e Olivetto, che inquadrano il Sinodo nella storia della Chiesa di Parma nel periodo post conciliare, il cammino preparatorio fu largamente partecipato, ritmato da un primo documento del Vescovo Cocchi “Lineamenti del cammino sinodale”, pubblicato nel 1986 in cui vengono tracciati i capitoli del quadriennio delle assemblee preparatorie dedicate all’approfondimento e il confronto con le quattro Costituzioni conciliari . Su queste basi vengono predisposte le “bozze delle costituzioni ”da sottoporre all’assemblea sinodale eletta nel settembre 1990 e costituita da 359 membri : 113 presbiteri e chierici (31,48%), 98 religiosi e religiose (15,88%), 189 laici (52,65%) con una presenza femminile del 27%.

 

Mai nella storia della Chiesa parmense, ha annotato Giorgio Campanini nel suo articolato intervento, un Sinodo aveva registrato una partecipazione così vasta e corale di tutte le componenti della Chiesa locale. I laici in particolare ebbero ampiamente voce e portarono negli incontri, svoltisi nelle zone e nelle varie commissioni sinodali, l’apporto della loro esperienza di vita e della loro sensibilità. I frutti del Sinodo racchiusi nelle mozioni approvate dall’Assemblea, nelle dichiarazioni e nei Decreti , rielaborati da un apposito Comitato, riguardano problemi essenziali della nostra Chiesa di Parma ancora molto attuali. Dalla esigenza di un nuovo “Primo annuncio” ai credenti da cui derivano le proposte dei Centri di ascolto, delle missioni al popolo, di nuove vie per questa “nuova evangelizzazione”, alla necessità del pieno recupero della Parola di Dio con la indicazione di un Centro per la lettura pubblica e continuata della Bibbia oltre al coinvolgimento delle parrocchie nella Settimana biblica annuale. Ed ancora la cura particolare della proclamazione della Parola e l’itinerario di preparazione dei genitori credenti al battesimo.

L’insistenza su una esemplare testimonianza cristiana nei vari ambienti di vita e nella stessa società civile, pur nella”estraneità della Chiesa alle competizioni politiche” non ha avuto poi attuazione con le promesse iniziative mirate e continuative rivolte in particolare ai laici.

Soprattutto l’esigenza urgente di una ridefinizione delle strutture parrocchiali, oggetto anche di una dibattuta mozione , la cui competenza fu avocata dal Consiglio Presbiterale, dopo un ventennio è stata ripresa dal Vescovo Enrico con il progetto del Nad. Ma ancora , come allora, rimangono forti resistenze ad un pieno ed aperto coinvolgimento dell’intero “popolo di Dio” e dunque anche del laicato : il ruolo dei laici non dovrebbe essere quello dei semplici “esecutori” di decisioni che cadono dall’alto bensì di parte attiva di questo processo di radicale cambiamento al quale tutta la Chiesa locale è chiamata. Un’ultima annotazione riguarda l’opportunità, a vent’anni dalla promulgazione delle “Dichiarazioni e decreti sinodali”, di una valutazione complessiva del cammino compiuto, in linea del resto con l’indicazione forse troppo ambiziosa fatta dallo stesso Sinodo quando decretava che “Il Consiglio pastorale diocesano, con scadenza annuale promuoverà la verifica della fedele applicazione delle deliberazioni”. Una verifica che insieme il Consiglio Presbiterale e il Consiglio Pastorale dovrebbero effettuare senza separatezza né rivendicazioni di presunte “primogeniture”.

Esigenze che vengono riprese dai partecipanti al dibattito, nel sottolineare come sia indispensabile da parte degli stessi laici dare continuità al proprio impegno ecclesiale, anche in vista del Nad. Nella consapevolezza, tuttavia, che la formazione e la preparazione debbano precedere la riorganizzazione delle strutture e che fare memoria di un passato così ricco, dal Concilio al Sinodo, ci aiuta a capire che è la qualità delle nostre relazioni, quanto in esse c’è dei frutti dello Spirito: amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé, a costruire la Chiesa e a realizzare l’Annuncio del Vangelo.

 

Giornata di studio e preghiera – Domenica 10 giugno 2012

A conclusione degli incontri su “Il Concilio a Parma tra memoria e profezia”

Domenica 10 giugno 2012 a Betania (Marore) avrà luogo una giornata di studio e preghiera su “I laici e l’impegno ecclesiale” con il seguente programma

ore 9- Quale voce dei laici nella Chiesa Introduzione di Giorgio Campanini

I gruppi ecclesiali e il fermento nella chiesa del dopoconcilio a Parma Luciano Mazzoni

Il rinnovamento dell’Azione Cattolica Corrado Truffelli

Il Cenacolo, scuola di formazione per i laici Renato Marchesi

Dibattito e conclusione

ore 12,30   Eucarestia e meditazione di Padre Giuseppe Pettenuzzo

Ricordo degli amici che ci hanno preceduto presso il Padre

ore 13,30    Momento conviviale

Gli amici che intendono partecipare al pranzo sono pregati di prenotarsi al n. 3491716733 (Luciano) o 335275627 (Claudio)