Proseguendo gli incontri sul “Concilio a Parma tra memoria e profezia”, lunedì 28 maggio 2012, alle ore 20,45 presso la Sede del Borgo, verrà approfondito un evento di grande rilevanza del periodo postconciliare a Parma: il XXI Sinodo Diocesano. Le relazioni introduttive saranno a cura di Michelotti e Olivetto, che delineeranno “il percorso storico e i lavori del Sinodo”, e di Giorgio Campanini che presenterà “il documento conclusivo, decisioni, attese e impegni mancati”.

E’ il 29 giugno 1985 quando il Vescovo Benito Cocchi annuncia alla Diocesi l’intenzione di indire il Sinodo di cui il 1° ottobre definisce il cammino che coinvolgerà il Presbiterio e tutte le componenti del popolo di Dio perché, in atteggiamento di ascolto della volontà del Signore, decidano la pastorale della Diocesi individuando le linee operative per rispondere alle esigenze di oggi e di domani. Il 1° Maggio 1986 i consigli Presbiterali e pastorali insieme scelgono il tema del Sinodo in “La Chiesa di Parma unita nella comunione e nella testimonianza missionaria”. I quattro anni seguenti sono dedicati all’approfondimento delle Costituzioni conciliari con l’elaborazione delle bozze dei testi da sottoporre all’Assemblea sinodale che verrà eletta nel settembre 1990. Già nei lavori preparatori emerge una grande aspettativa con due linee di impegno:

-la disponibilità delle zone pastorali a favorire l’attuazione dei piani pastorali con creatività e adattamento alle realtà locali;

-una immagine di Chiesa in cui la corresponsabilità dei laici è in crescita ma bisognosa di sostegno.

Dopo il grande lavoro assembleare, il 7 giugno 1992 viene promulgato il libro del Sinodo con le dichiarazioni e i decreti che entreranno in vigore il 26 settembre.

L’Assemblea era costituita da 113 presbiteri e chierici,(31,47%) 98 religiosi e religiose (15,88%) e 189 laici (52,65%).

Il testo dei lavori sinodali consta di tre parti: le prime due di premessa storica e di riflessione sulle indicazioni del Concilio Vaticano II e le conseguenti scelte di evangelizzazione della società di oggi; la terza riguarda le dichiarazioni e i decreti. Le mozioni assunte risultano ancora molto attuali alla Chiesa di oggi e sono state riprese nel piano pastorale del Vescovo Enrico. Riguardavano infatti:

  • l’unità di tutti i componenti del popolo di Dio

  • la ristrutturazione delle parrocchie

  • la centralità del Consiglio pastorale diocesano come luogo di una riflessione dove mettere in atto una sinodalità permanente.

Così il messaggio del Sinodo ai componenti della comunità cristiana di Parma ha espressioni che ancora una volta dovrebbero essere accolte dalla chiesa di oggi:

Con realismo abbiamo preso atto che nella nostra Chiesa è giunto il momento di assumere con decisione un atteggiamento esplicitamente missionario. Sentiamo l’esigenza di uscire per le strade e andare verso tutti specialmente verso coloro che non hanno conosciuto la autentica ricchezza del Vangelo. “ ed ancora “Il Sinodo raccomanda fortemente la valorizzazione delle strutture di partecipazione, a partire dai Consigli pastorali e la creazione di gruppi di riflessione, di ascolto e di preghiera, entro e fuori dalle associazioni e dai movimenti tradizionali.”

Graziano Vallisneri