Proseguendo negli incontri seminariali sul “Concilio a Parma tra memoria e profezia”, lunedì 12 marzo 2012 alle ore 20,45 alla Sede del Borgo, Marco Bertè affronterà la Dei Verbum (Costituzione dogmatica sulla divina Rivelazione) uno dei documenti più importanti del Concilio , un testo breve e denso, complesso e strutturato che nei suoi sei capitoli racchiude il contenuto fondamentale del Vaticano II.

Già la decisione avvenuta all’inizio del percorso di discussione,di “intronizzare” il vangelo ad ogni seduta affinchè apparisse che il Cristo stesso presiedeva il Concilio e che l’intero Concilio si poneva sotto l’autorità della Parola di Dio, fu il simbolo di ciò che la DV potè fare nei confronti dell’intera Chiesa e del magistero , che non è al di sopra della parola di Dio ma la serve. In questo senso si può affermare che la DV, di tutti i documenti conciliari è stato quello più capace di porre le basi per un radicale rinnovamento ecclesiale a livello teologico, spirituale, pastorale . La Parola di Dio è stata infatti posta al cuore dei quattro ambiti che costituiscono la vita della Chiesa : la liturgia, la predicazione, la teologia, la vita quotidiana dei fedeli.

 

Pur rinviando alla lettura integrale della Costituzione , alcuni paragrafi, che Bertè ha inserito nella sua scheda preparatoria, sono già esaurienti per giustificarne l’importanza per la chiesa e per la nostra vita:

«La Sacra Scrittura è parola di Dio in quanto è messa per iscritto sotto l’ispirazione dello Spirito Santo; invece la sacra tradizione trasmette integralmente la parola di Dio» (9)

«Le Sacre Scritture contengono la parola di Dio e, perché ispirate, sono veramente parola di Dio» (24)

«E’ necessario che i fedeli abbiano largo accesso alla Sacra Scrittura [ …]

la parola di Dio deve essere a disposizione di tutti in ogni tempo» (22).

I fedeli si accostino volentieri al sacro testo «sia per mezzo della sacra liturgia ricca di parole divine, sia mediante la pia lettura, sia per mezzo delle iniziative adatte a tale scopo e di altri sussidi, che con l’approvazione e a cura dei Pastori della Chiesa lodevolmente oggi si diffondono ovunque» (25).

La riappropriazione della Parola di Dio da parte dei fedeli , in modo diffuso e condiviso, anche al di là di ogni pianificazione o organizzazione pastorale, ha segnato un tale successo per la recezione del Concilio da renderci quasi incomprensibile e inimmaginabile come potesse essere prima nella pratica ordinaria della vita cristiana.

E’ stato così anche a Parma? E’ quello che cercheremo di approfondire con Marco Bertè che ci invita a rispondere ad alcune domande.:

– C’è stata nella nostra diocesi, dal Concilio ad oggi, una maggiore “esposizione” alla Parola di Dio rispetto al periodo preconciliare? Quali caratteristiche ha avuto?

In che misura è stata una ricezione del Concilio?

Quali prospettive apre per il futuro della nostra chiesa?

Quali problemi si pongono?

Tenteremo di fare una ricostruzione storica,di far rivivere qualcosa del passato e di lanciare uno sguardo verso il futuro.

 

Graziano Vallisneri

grazianovallisneri@tin.it