Aldo Maria Valli, scrittore, vaticanista da oltre 15 anni alla Rai, è anche uno dei giornalisti che ha seguito più da vicino il cardinal Martini durante tutti gli anni del suo ministero a Milano, ed è anche un «cattolico ambrosiano», un credente che nell’accostarsi a colui che è stato per lunghi anni il «suo» pastore, ha sempre saputo conservare un prezioso e fecondo equilibrio tra il professionista al lavoro e il credente in ricerca di una conferma alla propria fede.

Con questa memoria umile e grata, Valli ha raccontato “La storia di un uomo – Ritratto di Carlo Maria Martini”, il libro che presenterà venerdì 2 dicembre prossimo alle ore 18 alla Libreria Ilaria Alpi in Vicolo delle Asse.

Nel libro, che ridà voce all’anziano cardinale , reso afono dall’implacabile morbo di Parkinson, vi è una parola che ritorna , quella del “sogno”, che per il Cardinal Martini significa la speranza di ridestare con la riflessione e l’agire concreto «quella capacità di sognare che il Concilio aveva comunicato alla nostra Chiesa e che ci procurò tanta gioia»; è quel «mondo visto con gli occhi di Dio, con gli occhi della fede, con gli occhi della preghiera» che l’arcivescovo di Milano va a contemplare da Gerusalemme una volta terminato il suo ministero episcopale.

E per continuare il discorso sul “sogno”del Concilio, Aldo Maria Valli , alle ore 21 dello stesso giorno, in Seminario Minore ci parlerà de “Il Concilio e la Chiesa del futuro”.

Un incontro, anche questo organizzato dal Gruppo “Concilio Vaticano II davanti a noi”, come preparazione alla celebrazione del 50° anniversario dall’apertura del Concilio, che si pone in stretta continuità alla bella serata con Mons. Luigi Bettazzi con cui Aldo Maria Valli ha scritto il libro “Difendere il Concilio”. Il Concilio va difeso perchè ci insegna la fedeltà alla tradizione e nello stesso tempo ci apre al rinnovamento e ad amare la chiesa ,madre e maestra. Una Chiesa di cui il Concilio ha rappresentato il volto di chiesa umana, solidale, aperta e proiettata nel futuro in cui dovranno avere attuazione completa quelle che mons. Bettazzi definisce le “rivoluzioni copernicane”. Perchè il cristiano possa porsi di fronte alla Parola di Dio come al dialogo attuale che Dio sta rivolgendo ad ognuno di noi, perchè la Liturgia come preghiera investa ed esprima l’atteggiamento del popolo di Dio, perchè la Chiesa non sia più vista come monopolio ma come “sacramento della salvezza”, perchè sia affermato il ruolo particolare dei fedeli come fermento nella società per annunciare l’amore e la solidarietà fra tutte le persone, una comunione che prima ancora deve essere vissuta all’interno con la collegialità dei Vescovi e la partecipazione di tutti i cristiani alla vita ecclesiale. Perchè ciascuno di noi senta viva la responsabilità di recuperare la grazia elargita dallo Spirito del Concilio.

Per questo crediamo importante che venerdì sera vi sia una ampia partecipazione di tutti coloro che amano la propria Chiesa, che la sognano giovane e di giovani, quei giovani che in modo particolare sono attesi all’incontro.

 

Graziano Vallisneri