Quando nel 1984 Zizola fu costretto a lasciare il Giorno dopo il cambio della direzione e della linea politica, gli scrissi amareggiato i miei sentimenti di gratitudine e di sconcerto. Mi rispose con la consueta schiettezza di giudizio sulla difficile situazione politica e della informazione indicandomi le riviste cattoliche e il giornale (allora il Sole 24 ore) su cui avrebbe continuato a scrivere.
Lasciai anch’io la lettura del Giorno per Repubblica dove proprio lo scorso anno ebbi la gioia di ritrovare gli editoriali di Giancarlo Zizola.
Che era non solo il decano dei vaticanisti ma uno studioso della Chiesa che affrontava con rigore e passione i rapporti tra la sua ricerca e il suo giudizio morale, la sua risposta umana e la sua fede religiosa. Era per me, ma anche per tanti cattolici della mia generazione un punto di riferimento  specie per le vicende del Concilio Vaticano II. E la sua morte, avvenuta il 14 settembre, mentre seguiva l’incontro interreligioso a Monaco della Comunità di S.Egidio, testimonia la sua passione ed il coraggio fino all’ultimo nell’essere presente alle vicende più importanti della vita della chiesa. E’ stato soprattutto un maestro e un custode fedele dei valori e dei doveri cui deve essere improntata la informazione religiosa nel rispetto della serietà e limpidezza nella ricerca delle fonti sostenute da una  profonda onestà intellettuale.
Il suo ultimo libro uscito nel 2009 “Santità e Potere. Dal Concilio a Benedetto XVI. Il Vaticano visto dall’interno “ oltre a ripercorrere un lungo pezzo di vita della chiesa e dei cattolici, in cui in tanti ci siamo ritrovati, è anche come scrive nella presentazione, la sua biografia di giornalista.
Questo libro racconta l’avventura di un giovane uscito dal suo villaggio con in tasca solo la passione del giornalismo e finito, senza volerlo,col diventare un testimone ravvicinato delle vicende di cinque papi, da Giovanni XXIII a Benedetto XVI, all’incrocio delle maggiori trasformazioni vissute dalla Chiesa cattolica nella seconda metà del XX secolo fino all’alba del terzo millennio. Osservare, analizzare, raccontare queste vicende, spesso avvolte nel segreto, non era facile, per questo il compito dell’informazione divenne, a partire dal Concilio Vaticano II, un capitolo nevralgico, non privo di contrasti e di agguati, per mettere alla prova la conclamata  riconciliazione della Chiesa con le libertà moderne.
Ed ancora conclude “Così, attraverso la chiave di lettura delle lotte per la libertà e la verità dell’informazione nel campo delle religioni, questa storia si trasforma in un viaggio a sorpresa dentro la grande storia della Chiesa romana, dai conflitti sulla riforma del Concilio Vaticano II ai conclavi del 1978 e del 2005 e alle tensioni sul dialogo inter-religioso ed ecumenico, fino alla ridefinizione del ruolo civile ed etico della Santa Sede alle prese con le maggiori emergenze della scena internazionale grazie alle politiche di Paolo VI e di Giovanni Paolo II”.
Giancarlo mancherà a tanti.

Graziano Vallisneri