In occasione del compimento degli 80 anni, ha voluto fare per gli amici quella che chiama “lectio discipularis”, per raccontare la sua esperienza di discepolo del “Novecento”, per lui  scuola e maestro. Comincia da bambino nella notte del fascismo, poi le vicende della guerra, di un mondo particolare di personaggi antifascisti che frequentavano la sua casa, gli anni del liceo e della Fuci  a cui fu portato da Giovanni Bachelet,. La FUCI che rappresenta per lui, come per molti altri giovani, la vera figura della Chiesa. Un po’ libera e un po’ clericale, molto seria e molto allegra, studiava e cantava, era intellettuale e sentimentale. La FUCI che è anche l’iniziazione alla politica, attraverso l’impegno nella democrazia universitaria. Sono anni, tra la fine della guerra e l’ ingresso all’università, che segnano  un passaggio d’epoca :”nella storia del Novecento irruppe la novità della grande Costituente mondiale da cui nacque la Carta dell’ONU del 45, irruppe la novità del costituzionalismo come teoria dello Stato, e in Italia la novità della Costituzione e della Repubblica. Poi il grande evento del Concilio che celebra la riconciliazione della Chiesa col mondo, in realtà una riconciliazione con l’uomo, con gli uomini e le donne quali noi siamo; e da questo non si può tornare indietro. Quando arriva il Concilio, La Valle era da poco Direttore dell’Avvenire d’Italia dove incontra grandi giornalisti come Piero Pratesi, Albino Longhi, Giancarlo Zizola, Vittorio Citterich,  e  che, con Paolo VI, diventa il quotidiano nazionale dei cattolici. Lo stesso Paolo VI pagò l’abbonamento al giornale per tutti i Padri conciliari, durante le sessioni del Concilio. “Per il giornale fu un’esperienza esaltante: i vescovi cambiavano la Chiesa, e noi raccontavamo ai fedeli il Concilio che cambiava la Chiesa; nello stesso tempo raccontavamo ai vescovi il loro stesso Concilio e il modo in cui esso era percepito nella base ecclesiale, sicché si creò un circuito virtuoso tra padri conciliari, giornale e opinione pubblica nella Chiesa”. Nel dopo Concilio abbandona la Direzione del giornale per affermare la libertà del giornalista e del cristiano verso lo speciale editore che era il Papa.
Il Vietnam, la Palestina, l’America Latina, le lotte per la pace, i Tribunali Russell rilanciati da Lelio Basso con Linda Bimbi , i grandi reportage per la Rai, riempirono gli anni successivi, poi il ’68 “la terza rivoluzione della seconda metà del 900. Dopo la rivoluzione del diritto, dopo la conversione del linguaggio della fede, venne col 68 la rivoluzione della vita quotidiana, l’esplodere dei movimenti, il nuovo pensiero femminista, il sogno della libertà, la lotta contro le istituzioni totali, la chiusura dei manicomi, il nuovo diritto di famiglia. Dopo la rottura dell’ unità politica dei cattolici nel 1974, col referendum sul divorzio, inizia una nuova esperienza come parlamentare indipendente della sinistra cristiana, cercando di trovare nel dialogo soluzioni conformi alla Costituzione e non dimentiche del Vangelo.
Quando finì il Novecento, finì anche il Millennio, e Raniero La Valle,  risponde con sicurezza alla domanda su cosa di buono e salutare del Novecento dobbiamo portarci dietro nel nuovo millennio, e che cosa dobbiamo abbandonare, perché non ritorni mai più: del Novecento restano, insieme a molti altri doni, quelle tre grandi cose che furono la Costituzione, il Concilio, e il 68. Ma nessuna di queste cose potrà sopravvivere, se non sarà assunta con amore, così come per amore sono state compiute. E l’amore verso Dio e verso gli uomini è la motivazione e il filo conduttore degli ultimi suoi libri , “Prima che l’amore finisca” (2003), “Se questo è un Dio” (2008) e “Paradiso e libertà”(2010) Oggi il suo impegno continua come animatore del dibattito nella comunità ecclesiale e nella “Polis”, con fedeltà al Concilio e alla Costituzione: è infatti Presidente dei Comitati Dossetti per la Costituzione.
Questi due filoni segneranno anche la giornata parmigiana di Raniero La Valle, martedì 10 maggio, alle ore 18 all’Aula dei Filosofi dell’Università, chiamato dal movimento “gridodallarme”, con la conferenza su “Fede e Costituzione”; poi nel momento conviviale (prenotazioni da Claudio 3356981234) e infine nell’incontro, sempre allo Stendhal, alle ore 21,15 con i “festeggianti” il Concilio, ove terrà  la relazione introduttiva su “La spiritualità dei laici alla luce della Lumen Gentium”. Gli incontri sono  aperti a tutti.

Graziano Vallisneri

La giornata parmigiana di Raniero La Valle:
Martedì 10 maggio 2011
ore 18 – Aula dei Filosofi  dell’Università
Incontro organizzato da “Gridodallarme dall’Università”
Conferenza su  “Fede e Costituzione”
ore 20 – Stendhal, cena con gli amici (prenotazione da Claudio 335275627)
ore 21,15 – Sala  Stendhal –
Relazione introduttiva su “La spiritualità dei laici alla luce della Lumen Gentium”