La cultura è ancora una priorità per offrire alla persona una crescita sociale, morale e intellettuale? Parrebbe di no, dagli ultimi dati a disposizione, nei quali lo studio e la ricerca sono in crisi: si calcola che quasi il 10% in meno siano oggigiorno coloro che si iscrivono alle Università.

E’ una caduta preoccupante per la nostra nazione, anche per la perdita di contatto con il resto dell’Europa. Forse le cause sono tante: mancanza di welfare di sostegno, lavoro in nero, esami a raffica con impieghi tardivi e spesso malpagati; il tutto nonostante l’aumento dei diplomati, mentre la UE ci chiede al 2020 con il 40% di laureati (e a tutt’oggi siamo solo il 19%).
Allora dobbiamo concludere che nemmeno al nord c’è il desiderio di sapere, oppure c’è il desiderio di conoscere e approfondire fuori dai normali percorsi scolastici? Forse possono essere questi i motivi del pullulare di offerte di corsi, lezioni, e dibattiti che si sono moltiplicati anche nella nostra città, specialmente in questo anno 2011, con proposte, le più svariate, e con offerte serie e di ampio respiro, sia sulle materie trattate (storia, psicologia, arte ecc.) che per la preparazione degli insegnanti e dei relatori nei vari corsi, nonché passione sociale e umana.
Su questo punto abbiamo rivolto alcune domande al nuovo Presidente dell’Università Popolare di Parma, Prof. Italo Comelli.

Può descrivere la sua nuova esperienza di Presidente dell’Università Popolare, al fine di far conoscere al pubblico questa bella realtà?
L’Università Popolare è una antica Istituzione culturale fondata a Parma oltre cento anni fa nel 1901 da eminenti personalità della cultura parmense, che credevano negli ideali  di giustizia e libertà e nella elevazione delle classi più deboli e più bisognose. Secondo lo statuto di allora, l’Università si prefiggeva lo scopo di diffondere la cultura scientifica, tecnica,letteraria e artistica per mezzo di lezioni e conferenze da tenersi in forma chiara e popolare. Le lezioni si tennero  regolarmente per  oltre vent’ anni, fino alla sua soppressione durante il fascismo. L’Università si ricostituì nell’immediato dopoguerra ,nel nuovo clima di libertà e democrazia,per riprendere la sua antica funzione sotto la guida prima del medico Angelo Braga   e poi dell’avvocato Giacomo Miazzi. Dal 1969 al 2009 ne è stato presidente Flaminio Musa,medico,poeta , letterato e uomo di cultura,cui si deve il “Premio  letterario Medici scrittori”,che ha raggiunto quest’anno la sua trentunesima edizione. Oggi l’Università Popolare è un’associazione di promozione sociale che offre ai propri soci un servizio di crescita culturale svolgendo corsi relativi ai più diversi argomenti,promuovendo  un’attività di educazione permanente.

Quante sono le materie (molto di più dell’anno passato) che vengono trattate nei vari corsi? Potrebbe anche specificare le modalità e la durata degli stessi?
I corsi seguono il calendario scolastico delle scuole pubbliche. Iniziano a novembre per terminare, di norma,  alla fine di maggio. Alcuni corsi hanno una durata più breve  compresa tra 6 e 15 lezioni. Le  lezioni hanno cadenza settimanale. Nell’anno accademico 2010/2011 i corsi sono stati oltre 70 e spaziano dall’area linguistica all’area letteraria; dalla Storia di Parma a quella dell’Arte (la pittura, il mondo antico,il gotico,il barocco, l’arte nell’Ottocento e nel Novecento);dalla storia e filosofia  all’area psicologica e mitologica; dall’area informatica all’area del benessere fisico e psichico. Inoltre corsi di insegnamento pratico relativi al disegno e pittura,fotografia analogica e digitale,la cura delle piante. Quest’anno per la prima volta sono stati organizzati una quindicina di corsi nel comune di Felino,grazie alla  disponibilità e collaborazione dell’Amministrazione Comunale.

Quale è la partecipazione degli adulti e dei giovani a tali corsi, tenuto conto che una buona istruzione, prettamente scolastica, non basta più? Sarebbe anche interessante conoscere l’età media, il sesso e l’interesse dei partecipanti durante le lezioni…
I soci frequentanti i corsi sono stati nell’attuale anno accademico oltre 1300. E’ un numero rilevante tenuto conto che spesso numerosi soci seguono più di un corso. L’università Popolare non è né una Università degli anziani né una Università della terza età. La differenza la si rinviene non solo nell‘approccio organizzativo dei singoli corsi e nelle specifiche modalità didattiche, ma la si coglie soprattutto  esaminando le fasce di età dei soci. Oltre il venti per cento ha meno di quarant’anni. Il  38,5 % ha un’età compresa tra i 41 e i 60 anni ; il 32,5 % ha un’età compresa tra i 61 e i 70 anni; gli ultra settantenni  corrispondono al 8.5 %. Le donne frequentanti i corsi sono oltre il 75%. La conoscenza di questo dato non costituisce affatto una novità. Le donne hanno sempre dimostrato un maggior interesse per la cultura e soprattutto un desiderio di apprendere e di continuare ad apprendere. Invece assai significativo  è il dato riferito alla scolarizzazione dei soci frequentanti i corsi. Oltre il 53 % è diplomato e quasi il 33 % è laureato. Quindi un livello di scolarizzazione alto. Se ne potrebbe dedurne che una cultura di base ( o quantomeno un livello medio-alto di scolarizzazione) favorisce la ricerca di nuove conoscenze o l’approfondimento di quanto  già si possiede.

Potrebbe essere rilasciato un “patentino” di frequenza che alla fine dei corsi possa essere utile a qualcuno dei partecipanti?
Alla fine del corso viene rilasciato, su richiesta, un attestato di frequenza. Il titolo non ha ovviamente valore legale,ma può essere un piacevole ricordo per una esperienza culturale positiva che ha contribuito a portare arricchimento spirituale.

Sarebbe interessante una sintesi finale, almeno per alcune materie maggiormente frequentate, per offrire alla città qualche proposta o innovazione…
L’Università Popolare di Parma, seguendo la sua antica missione, promuove e organizza corsi per i soci per favorire la loro ulteriore elevazione culturale nell’ambito del diritto fondamentale riconosciuto a ciascun individuo e cioè il diritto all’apprendimento permanente, un diritto chiave per l’accesso effettivo agli altri diritti, una risorsa essenziale per lo sviluppo civile,sociale ed economico. L’attività svolta è in piene armonia con le indicazioni della Unione Europea il cui Memorandum sull’istruzione e sulla formazione permanente stabilisce che “ l’educazione degli adulti nella sua accezione più larga non può che consistere nell’approccio rivolto all’educazione per tutto l’arco della vita, un approccio che individua nella persona la principale risorsa della società della conoscenza,e che deve accompagnare la persona lungo tutta la vita,non finalizzata esclusivamente al lavoro,ma in grado di saldare cittadinanza attiva,integrazione sociale e autorealizzazione”.  L’apprendimento non formale promosso e organizzato dalla Università Popolare di Parma, ( facendo riferimento  soprattutto ai corsi organizzati nell’ultimo decennio), ma anche le numerose conferenze  e dibattiti organizzate da tanti circoli culturali nonché dalle Istituzioni pubbliche,  dimostrano che a Parma l’interesse per la cultura, l’apprendimento,l’approfondimento esiste; se si offrono convegni culturali ,la gente si muove, partecipa,ascolta e riflette. Se si coglie questo aspetto, v’è spazio per  continuare a produrre con maggior fiducia,cercando di migliorare in qualità e quantità l’offerta culturale.

Lucia Mora