Il ciclo di letture “Tutte le ‘lettere’ di Parma”, dedicato alla scoperta degli universi culturali (ormai non più) stranieri, si concluderà, martedì 15 marzo, con il quarto ed ultimo appuntamento, dedicato alla poesia rumena.
Il Gruppo Giovani del Borgo ha organizzato le conversazioni (ovviamente con l’infaticabile supporto di Eugenio Caggiati) con il proposito di rispondere ad un semplice interrogativo: in un momento storico come quello odierno, nel quale si parla sovente di integrazione, siamo certi di affrontare questo gravoso compito (che è anche una necessità, in particolare in campo economico, oltreché un’opportunità) con il giusto atteggiamento? Porre l’accento solamente sulle condizioni che renderebbero possibile l’integrazione (tra tutte, la conoscenza della lingua italiana) non rischia di far perdere qualcosa?
Le dinamiche di inserimento infatti possono essere pensate non solo come momenti di accettazione, da parte dello “straniero”, di un complesso di regole, abitudini e convenzioni “autoctone”, ma anche come occasioni di scambio reciproco. L’integrazione in tal senso può giovare alla società di insediamento arricchendola, per “addizione”, delle manifestazioni più alte della culture eteroctone.
L’intento, quindi, è stato quello di cercare di scoprire un aspetto delle culture presenti a Parma che spesso rimane nell’ombra dei fatti addebitati agli stranieri nelle pagine di cronaca nera, mediante un Ciclo avente ad proprio ad oggetto la narrativa e la poesia, le “Lettere”, tutte le “altre” lettere di Parma.
E ci sembra di poter dire che in ogni incontro è stato possibile misurare quanto poco conosciamo (e, quindi, quanto tralasciamo, quanto perdiamo) di tutti gli “universi culturali” che ormai gravitano sul nostro territorio.
Proprio per questo, in attesa del quarto ed ultimo appuntamento di martedì 15 marzo, ci piace ricordare la struggente poesia araba, oggetto della prima conversazione, spesso venata di grande nostalgia per la terra natìa, e letta da Khaled Qatam; ancora, le liriche di Rabindranath Tagore, recitate da Alessandra Pizza nel secondo appuntamento, nelle quali si intrecciano mirabilmente amore e rispetto per la donna; e ancora, i brani di romanzieri africani, gentilmente presentatici, nella terza serata, dal Gruppo Interculture di Reggio Emilia, così attuali in questo momento, in cui parte di quel continente prova faticosamente a liberarsi da vecchie e nuove schiavitù, per ritagliarsi un futuro migliore.

Gabriele Farri, per il Gruppo Giovani del Borgo