Quanti anni sono trascorsi da quando le donne hanno iniziato a fare battaglie per i loro diritti, nell’ambito del loro ruolo, nella vita familiare, lavorativa e sociale? Ebbene ancora una volta, e oggi in modo massiccio e coordinato, città per città, le donne sono andate nelle piazze a reclamare ancora il riconoscimento della loro dignità, che un vecchio riccone (Presidente del Consiglio) e tanti suoi scagnozzi prezzolati hanno buttato in pasto al mondo, innescando una diseducazione deleteria e scandalosa, specialmente per i giovani e per le donne, attraverso i ‘media’ in loro possesso, consacrando il denaro come unico e insostituibile bene del loro presente e del loro avvenire. Di fronte a quanto sta accadendo, finalmente, la parte più sensibile dell’Italia si è organizzata, superando ideologie e steccati che altro non erano se non il motivo di tenere le donne divise tra loro per renderle innocue; ed ecco il miracolo: da tempo si era capito (non certo da parte di chi ha sposato la causa utilitaristica) chi poteva veramente uscire allo scoperto. Infatti, poteva essere solo la donna capace di ritrovare se stessa, spesso svilita nella sua dignità e venduta alla bassa politica e alla TV commerciale. Il miracolo si è concretizzato; persino alcune religiose hanno aderito alle iniziative pubbliche per aiutare se stesse e le altre a risvegliare le loro coscienze e l’orgoglio del loro genere con una ribellione onesta e simpatica che ha del fantastico in una società addormentata come la nostra.
Il ‘basta’ è stato gridato e urlato ed è un basta che vuole rappresentare il popolo italiano con la sua dignità e che ha sempre fatto la differenza tra la sopraffazione del ricco che crede di potere tutto e che tutto si pieghi a lui con una protervia che sa di fascismo e di totalitarismo, ma soprattutto di ingiustizia, che offende non solo le donne, ma anche quegli uomini che non si sono piegati al ‘grande fratello’ o ‘all’isola dei famosi’ ma che hanno conservato la loro dignità di uomini, di padri e di mariti per riuscire a dire un ‘no’ assoluto all’uso dei media come sottoprodotto della vita all’insegna di tutte le manipolazioni del falso organizzato più o meno scurrile, nascondendo le malefatte del berlusconismo e confondendo tutto, purché non sia portata alla luce la verità di una Italia alla deriva sia moralmente che economicamente e che avrà bisogno, per molto tempo ancora, di lavorare sodo per ricostruire le coscienze sia nel pubblico che nel privato.
I misfatti morali sono sotto gli occhi di tutti:, infatti si sono impoverite e offuscate quando non incenerite le grosse problematiche sociali e umane, delle quali le donne sono sempre state le paladine (mentre si è cercato di etichettarle come quelle di villa San Martino). Finalmente le donne hanno reagito con forza e dignità, il sultanato verrà prima o poi sconfitto così come rivivrà la democrazia per la quale esse stesse hanno lavorato e sofferto. Tutte quelle migliaia e migliaia di donne che nelle piazze d’Italia hanno sfilato con entusiasmo e simpatia sapranno liberarsi da quel fango che Berlusconi e compagni hanno buttato a piene mani con rischi inimmaginabili per le coscienze e per la vita democratica. Il vitello d’oro prima o poi verrà abbattuto – la Bibbia ce lo insegna – e dovremo ringraziare tutte quelle donne che lo hanno combattuto ora, e nel passato, specie attraverso i movimenti e partiti democratici, preparando le coscienze a reagire di fronte allo scempio sociale e morale che stiamo purtroppo vivendo.