Il Comune di Parma (che organizza spesso iniziative che non rappresentano alcuna novità e nessuna importanza) in questa occasione è stato completamente inesistente e anche indifferente, incapace di organizzare qualsiasi iniziativa di valore che avrebbe potuto qualificare anche la città stessa, con le sue tradizioni, avendo dato i natali a personaggi come Toscanini, autentico grande anche come statura morale e artistica del suo tempo. Tale statura non è certo tramontata, ma è più che mai attuale, specie in tempi come questi, in cui l’intransigenza, le qualità culturali e politiche non hanno più spazio e diritto di cittadinanza.
L’attività del Maestro Toscanini, sia alla Scala che al Metropolitan, ha della leggenda, specialmente all’inizio della sua carriera, in un contesto storico, politico, ma anche artistico, particolarmente difficile, perché resistente alla innovazione sia musicale che interpretativa. Nonostante le tante difficoltà che il Maestro ha incontrato non è mai rimasto inerte e tra una esibizione e l’altra, è riuscito a dirigere al Teatro alla Scala novecento coristi nel ‘Va pensiero’ di Verdi in occasione della traslazione delle salme di Verdi stesso e della Strepponi nel 1902 a Milano. Tale iniziativa ha rappresentato un grande riconoscimento di Toscanini nei confronti di Giuseppe Verdi che ha tanto amato. Successivamente, nonostante lo scoppio della guerra, il Maestro lavora sodo e fa nascere l’Ente Autonomo della Scala di Milano, presentando opere importanti e poco popolari, ma molto significative, come Mefistofele e Nerone di Boito con il grande tenore Pertile. Il suo rifiuto nel 1930 di eseguire ‘Giovinezza’ lo mette in difficoltà con il Regime e quindi New York diventa da questo momento la sua seconda patria.
Toscanini è stato un grande non solo artisticamente ma anche umanamente, con un carattere forte e tutt’altro che facile, ma un grande per eccellenza sia a livello nazionale che internazionale, non poteva che essere così, specie se parmigiano, che vuole dire avere un carattere particolarmente forte e schietto e a volte anche poco diplomatico. Ecco perché i parmigiani, comunque, dovrebbero essere molto fieri di questo grande concittadino, perché li ha sempre rappresentati in tutti i sensi! Di questi tempi la gente ha più che mai bisogno di liberarsi di tutto il fango che ogni giorno è costretta a subire da una società dissennata che ci fa vergognare su tutto il globo terrestre e ricominciare a vedere nell’arte e nella musica la possibilità di risalire la china per ritrovare le emozioni autentiche che possono scaldare il cuore e rappresentare la parte migliore del nostro vivere. Basterebbe guardare la fotografia di Toscanini al pianoforte, già anziano come appare in una vecchia foto, o rivederlo mentre dirige durante poche registrazioni dal vivo, per commuoverci e immaginare questo vecchio imperioso che con la sua bacchetta ha tenuto in mano la vita musicale mondiale con una eccellenza innovativa tale che appare ancora meravigliosa. Forse Parma avrebbe bisogno di fare dei voli pindarici per uscire da quel grigiore che la sta rovinando e una occasione avrebbe potuto essere il riportare alla ribalta un genio come Toscanini, rappresentando in tal modo un autentico sforzo per iniziare a vedere la vita con occhi diversi.
Lucia Mora