Per i tipi delle Editrici VELAR ed LDC è stato pubblicato il secondo fascicolo della nuova Collana “Profeti del XX secolo” (il primo presentava la figura del teologo moralista tedesco Bernard Häring), dedicato al gesuita scienziato francese Pierre Teilhard de Chardin (1 Maggio 1881 – 10 Aprile 1955), dal titolo suggestivo: Teilhard de Chardin: Sacerdote del Mondo, Mistico della Materia. Lo scorso 1 Maggio ricorreva il 129° anniversario della nascita di questa figura, emblematica e per certi versi tuttora enigmatica ed ancora da scoprire specie nel suo versante spirituale, oggetto di discussioni anche accese ma, tutto sommato, rimaste piuttosto riservate alle élites della Chiesa e del mondo accademico.
 E questo libro sarà il primo, in Italia, a carattere divulgativo e destinato al largo pubblico dei fedeli. Diversi sono gli aspetti che assegnano una certa attualità alla pubblicazione: lo svolgimento dell’Anno Sacerdotale: durante il quale la riflessione sul ruolo e la missione del sacerdote oggi non ha fatto mancare richiami ripetuti al contesto così difficile del mondo contemporaneo, alla cui comprensione lavorò assiduamente e audacemente Teilhard de Chardin;  il riferimento al culto del Sacro Cuore (la cui solennità apre e chiude l’Anno sacerdotale), al quale padre Teilhard era devotissimo e dal quale trasse anzi una visione ardita (mistica e cosmologica ad un tempo) del Cuore di Cristo come Centro dell’Universo. Altri motivi d’interesse: la permanente discussione, tutt’altro che chiusa, attorno alla questione dell’evoluzione: rispetto alla quale Teilhard ha dischiuso la possibilità di una sua ricezione secondo la prospettiva cristiana, capace di accogliere i dati della scienza senza intaccare quelli della rivelazione biblica; l’aggancio, operato nel volume, ad alcune figure religiose (come quelle dei Pontefici Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, di Chiara Lubich) od artistiche (da Leopold Senghor a Dalidà, a Salvador Dalì, fino ad artisti dei quali si presentano opere inedite), come pure a realtà locali (vedasi le originali “Vie Lucis” realizzate ad Eupilio ed a Civitella del Tronto o la Cappella dell’Aeroporto di Linate o la Cappella dell’Apparizione a Paray-le-Monial).
Infine, la post-fazione scritta dall’indimenticato Mons. Loris Capovilla (l’indimenticato segretario di Papa Giovanni XXIII, Arcivescovo di Mesembria) che, mentre appone un sigillo autorevole, offre una testimonianza inedita ed assai stimolante, tra ricordo e passione religiosa. Il volume è stato curato dal prof. Luciano Benoni Mazzoni, studioso di antropologia religiosa, pubblicista ed autore di svariate pubblicazioni, che segue da decenni l’opera di Teilhard. Proprio al gesuita francese, del resto, dedica un richiamo “Il Bollettino Salesiano”, la rivista fondata da don Bosco, che nel numero di Aprile 2010, nel ricordarne la difficile ricezione iniziale nella Chiesa, evidenzia anch’essa la sua rivalutazione ecclesiale di colui che “oggi è considerato l’uomo che insegnò a trovare Dio in tutte le cose, ponte tra la cultura scientifica e il pensiero cristiano”: una testimonianza eccellente per umiltà ed obbedienza, senso della missione, percezione delle sfide della storia.