Viene da lontano il Cattolicesimo Democratico in Italia: il discorso di Romolo Murri su “Libertà e Cristianesimo” a S. Marino, nell’agosto del 1902, è forse il punto di partenza di quella esperienza che, ancora oggi avverte la sofferenza della emarginazione da parte di una gerarchia ecclesiastica che spesso, dimenticando il Concilio Vaticano II, ritiene di essere la Chiesa. Ma l’esperienza dei Cattolici Democratici è ancora indispensabile per lo sviluppo culturale, politico ed umano del nostro Paese.
Di fronte ad un clericalismo strisciante e ad un anticlericalismo becero va riscoperto il vero essere della laicità, il percorso comune e parallelo fra la società civile e la società cristiana. Di fronte ad un potere politico ed economico, gestito da un’élite internazionale, che nella globalizzazione tende ad addormentare ogni diritto, il cristianesimo può presentarsi come la religione della libertà, una testimonianza che si fa carico del percorso liberale delle masse per un recupero sociale di ogni persona, di aiutare una massa a diventare un popolo.
Viene affermata l’esigenza che uno stato liberale moderno non deve avere una sua ideologia, accetta di essere messo in discussione, deve garantire una civile e democratica convivenza tra i suoi cittadini, accogliendo e rispettando i valori etici apportati dal dibattito della società civile, delle religioni, dalla storia e dal pensiero. I cristiani sanno che lo Stato liberale non è un nemico, ma è reso più ricco dagli apporti di tutte le religioni, di tutte le libertà, che è reso più forte non dal valore dell’obbedienza, ma dalla testimonianza della responsabilità dei suoi cittadini. Recuperare la vera laicità è un impegno dei cattolici democratici; essi vogliono una società in cui vive una “ragione comunicativa”, che non nega il trascendente, ma che vuole rendere trascendente la stessa vita.
Il recente incontro di cattolici democratici delle regioni Marche ed Emilia Romagna, promosso da alcune esperienze vissute e presenti come Agire politicamente, Argomenti 2000 ed Ephedra, ha lanciato un messaggio molto forte: questo clima di assuefazione nel quale tutti gli interessi privatistici diventano leciti, nel quale ogni comunicazione invade acriticamente le coscienze, sta emarginando la cultura dei cattolici democratici. Bisogna elaborare idee forti per fare opinione, bisogna mettersi in rete per poter esistere, bisogna dar vita a laboratori intelligenti per formare le coscienze, per ipotizzare un nuovo ordine mondiale indilazionabile e per riaffermare le peculiarità dei valori non declinabili.
Dossetti ci ha chiesto di essere delle sentinelle in una notte segnata dall’eclisse dei valori, dalla caduta delle regole, dalla concezione mercantile della politica, dalla degenerazione della politica, dalla tentazione temporalista della Chiesa, dalla clericalizzazione del laicato, dal disimpegno dei cattolici dalla vita politica. Partecipare per riaffermare il primato del bene comune e mettersi in rete per poter dare maggior forza alla partecipazione sono alcuni messaggi della convention di San Marino del 13 giugno, che ci ha visto partecipi, che dovranno concretizzarsi nella storia presente e futura dei cattolici democratici parmensi ed italiani.

Eugenio Caggiati